di - 12 dicembre 2016

Martino Marangoni, NONNI’S PARADISO – AN OLIVE TREE STORY, Danilo Montanari Editore & Eriskay Connection, 2016, Euro 32

Nonni non è mai più tornata a New York.

Come si fa a tornare in qualsiasi città, anche fosse New York, dopo che si è visto uno spicchio di paradiso, dopo che si può vivere in Paradiso?

Martino Marangoni è uno dei più brillanti fotografi di ambienti urbani d’Europa, e con questo libro fotografico, che è anche una storia familiare raccontata nel lungo affastellarsi di parole che stanno insieme alle immagini, entra direttamente nella natura. Questo non è soltanto un libro, ma anche una porta diretta sulla villa, sul podere e sull’immensa oliveta coltivata al Pian de’ Giullari, a Firenze. Aprire le pagine di questo racconto è come infilare direttamente nei campi, ci si addentra tra i fiori e il verde immenso di primavera, nella terra bruciata dal sole in estate, ci si sporcano le scarpe tra i solchi in autunno, ci si bagnano i pantaloni nella brina invernale. Attraverso le stagioni questo libro racconta un mondo, quello della cura della terra, quella della coltivazione dell’ulivo, della sua raccolta, delle potature e del succo dorato che ne esce: l’olio che è il vero oro del benessere alimentare della Toscana, del Mediterraneo, della civiltà latina. L’autore ci porta dentro a questo universo di sapori antichi, con lo sguardo di un bambino che fotografa i suoi primi pezzi di Mondo, tra le pieghe della felicità familiare. Poi si addentra nel ricordarci quanto i rapporti tra proprietario e mezzadro fossero sempre di assoluta gentilezza e formalità, e quanto equilibrio e parità ci fosse in queste maniere. Infine ci racconta che quel Mondo non c’è più, che qualcosa è sfuggito per sempre al nostro sguardo: una civiltà si è trasformata.

 

Martino Marangoni è una delle persone più scabre ed essenziali (per dirla con Montale) e degli uomini più gentili e allegri (per dirla con Stevenson) che io conosca, stavolta diventa bucolico, diventa quasi sentimentale, senza mai perdere la capacità illuministica di fare dei ricordi della sua infanzia e della sua famiglia, archivio di esperienze, enciclopedia di emozioni per immagini e racconti.

Sfogliare e leggere questo libro mette addosso una qualche forma di pace. Riconcilia lo sguardo con elementi della natura che segnano esattamente il confine della nostra capacità di sentire ognuno la propria infanzia, ognuno il proprio rapporto con l’essere al mondo qui e ora: un sentimento che ci percepisce come elastici tesi tra la consapevolezza delle nostre quotidianità attuali e la nostalgia cosciente e imperitura di un paradiso. Allora Nonni, non è soltanto la mamma dell’autore (chiamata così dal nipote Matteo che storpiava il sostantivo “nonna”) ma anche il nostro specchio. È una donna che nel 1948 volò da New York al Pian de’ Giullari, in mezzo alla campagna fiorentina, e qui trovò casa, famiglia, eternità.

Sappiamo anche noi emozionarci della vita? Riusciamo a cogliere, fuori dalle nostre abitudini, dalle nostre città che vorrebbero tutte essere una “grande mela”, uno spicchio di paradiso? Riconosciamo un luogo concreto che riusciamo a chiamare casa tenendo unito il filo tra la nostra infanzia e la nostra adultità?

Sono anche queste le domande che ci pone Martino Marangoni, nel suo libro color verde paradiso.