di - 24 agosto 2017

Chiara Parenti, La voce nascosta delle pietre, Garzanti 2017, pag. 384, € 16,90.

La giada, la pietra di luna, il diamante, ricorrono nel primo romanzo di Chiara Parenti, giovane scrittrice lucchese, quasi con la valenza di personaggi. Senza escludere le altre gemme: ogni capitolo si apre con la definizione di una pietra diversa.

La giada “è un portafortuna per eccellenza, evocatrice di saggezza e sincerità, dà forza, diffonde pace e guarigione, apporta prosperità, fertilità, amore e lunga vita”. La pietra di luna è “pietra dei desideri ed equilibratrice delle emozioni, aiuta a trovare ciò di cui si ha bisogno”. Il diamante “secondo i Greci rifletteva la costante fiamma dell’amore eterno”. E’ “la pietra della solidità e della perfezione”.

Questo dal quaderno di nonno Pietro, la persona più importante nella vita di Luna, la figura femminile protagonista de La voce nascosta delle pietre, accanto a figure maschili indimenticabili, prima di tutto nonno Pietro, poi Leo.

E’ un romanzo che emoziona, che non risparmia il dolore come momento importante di crescita, ma dimostra che lo si può reggere, e poi combattere, per ripartire, dopo, su strade nuove.

Nonno Pietro è un uomo che legge le pietre preziose come le persone, che sa trovare per ogni situazione la gemma che può portare aiuto, perché le pietre sono vive e gli indicano la via. Sembra uscito da una fiaba. È volitivo, intuitivo, capace di amare al di sopra di ogni barriera, misterioso ed esperto di vita, astuto quanto basta per dare una mano al destino.

Leo e Luna sono i suoi diamanti, Luna la nipote, Leo il bambino cresciuto vicino a lei ed al nonno. A loro Pietro ha fatto delle promesse quando erano piccoli e le manterrà con una caparbietà indistruttibile; li ha visti da sempre come anime gemelle, che non potranno vivere distanti.

Luna ha vissuto un abbandono inatteso, crudele e inspiegabile, un dolore che riuscirà a contenere grazie ad un nuovo amore che le riporterà il desiderio di andare avanti.

Se prima di quell’incidente doloroso Luna è stata tutt’uno con le pietre, dopo le rifiuta e non crede più nella loro magia e nel loro potere.

In un momento delicato per la vita di Pietro, Luna fa un viaggio con lui in Thailandia, a coronare una promessa, nei luoghi delle gemme. E’ un viaggio carico di sorprese, di nuove comparse, che si arricchisce di figure che sono state finora nell’ombra. Come risultato, come in tutti i viaggi da cui si torna diversi da quando siamo partiti, Luna riscopre il suo amore per le pietre.

Leo proviene da un contesto familiare difficile, a lui il padre complica tragicamente la vita, e questo è strettamente legato al dramma di Luna. E’ un ragazzo che sa amare intensamente, degno alunno di nonno Pietro, di poche parole ma capace di gesti e di scelte importanti.

Dall’ombra emerge ad un certo punto, in Thailandia, una figura di donna occidentale, non più giovane, ancora piena di fascino. Chi è? Quali rapporti ha con gli altri personaggi? Sempre presente ma come se non volesse disturbare, desideroso soltanto di vedere la felicità di Luna, c’è Giulio, l’amore tranquillo. I numerosi personaggi secondari sono tracciati con abilità nella loro diversità e nella loro ricerca esistenziale.

Chiara Parenti ha scritto un romanzo-favola che apre alla fiducia ed alla speranza: quando si perdono riferimenti e sicurezze – il momento che viviamo ne è testimonianza ogni giorno – le pietre possono sempre indicare il cammino.