di - 6 settembre 2017

La linea Culex

Lo scriveva quel magnifico scrittore che, purtroppo, nessuno legge più, Leonardo Sciascia: “Gli scienziati dicono che la linea della palma, cioè il clima che è propizio alla vegetazione della palma, viene su, verso nord, di cinquecento metri, mi pare, ogni anno…”. Sciascia prendeva a metafora l’albero della palma per riferirsi alla mafia che stava risalendo l’Italia, ormai quasi quaranta anni fa (e che ormai l’ha coperta tutta, fino alle regioni del nord).

A noi, invece, interessa soltanto il tema climatico, il fatto che insieme alla palma (e alla mafia) salga altro verso nord. Sto parlando del clima caldo che questa estate (la più calda dal 1800, cioè da quando si misura la temperatura) ha imperversato in tutto il Mediterraneo del nord. Sto parlando dei venti sempre più caldi, sabbiosi e secchi che hanno battuto il mese di agosto. Sto parlando della deforestazione, dovuta a incendi dolosi o autoprodotti. Sto parlando delle zanzare.

A parte la bambina di Trento, morta e per la quale si indaga ancora (tra inquirenti e medici) sulla causa originaria della febbre malarica che l’ha uccisa, c’è una novità che arriva da un paese toscano. A Collesalvetti, in provincia di Livorno, c’è stato un caso di “virus del Nilo occidentale” che ha colpito un residente. Il Comune ha emanato un’ordinanza (contingibile e urgente) per effettuare immediatamente i trattamenti straordinari contro la zanzara del genere Culex, che è il vettore di questo virus. Tutti i residenti della via del paese, interessata dal caso, saranno sottoposti a profilassi direttamente dalla Asl del luogo.

La zanzara Culex può provocare filariasi ed encefalite giapponese, e quindi sembra che non ci siano, in questo caso, analogie con la malaria. Resta tuttavia un quesito, che riguarda più un tema che un problema. Vale a dire che, per alcuni motivi ancora inintelligibili, sembra che stiamo tornando indietro nel tempo.

Le provocazioni di guerra nel sudest asiatico, con la Corea del Nord che lancia missili nel Pacifico, causa di una rinnovata guerra fredda, tra USA da una parte e Cina e Russia dall’altra. L’invocazione dei “bacilli santi” da parte di un gruppo di genitori marchigiani che organizzano i “morbillo party” per provocare la malattia “naturale” nei loro figli. La contaminazione delle acque potabili, come al tempo della peste medievale, stavolta con le più moderne particelle plastiche diffuse nell’ambiente. Tutto questo, insieme alle possibili nuove patologie determinate dalla globalizzazione e insieme alle nuove forme predatorie di vite umana, operate dai terroristi della jihad internazionale, fa crescere, in tutti noi, un sentimento di paura e incertezza, che oltre al popolo non può non generare domande anche nei corpi sociali più attrezzati a discernere e analizzare i vari fenomeni.

Non ci sono soluzioni, se non porsi domande e cercare di mitigare i toni dell’informazione, delle opinioni, delle proteste. Se, insieme alla linea della palma, salgono in Europa anche altri fenomeni su cui porre l’attenzione, certamente la necessità primaria è quella di tenere lontana, più possibile, la salita della linea dell’imbecillità.