di - 24 settembre 2017

La Fornero è un’amante clandestina

La Fornero è un’amante clandestina. Come certe protagoniste di commedie o tragedie raccontate in romanzi d’appendice. Sia chiaro: non mi riferisco alla rigorosa e mite docente universitaria; mi riferisco alla legge di riforma del sistema pensionistico che la sabauda professoressa  ha fatto approvare da ministra del Governo Monti.  Quel provvedimento –dimostrano i dati economici- ha contribuito a salvare le finanze dello Stato e, soprattutto, ad impedire il fallimento del nostro sistema previdenziale, divorato internamente dall’invecchiamento della popolazione, ma anche dai milioni di pensioni  beneficiate dal “privilegio” del calcolo retributivo (cioè non proporzionate a quanto davvero versato) o dal “dono” del tempo di lavoro assai breve (le famigerate baby pensioni). La sostanza  della Riforma Fornero, di contro, è consistita nell’allungamento dell’età pensionabile per milioni di lavoratori, senza troppi distinguo, ma con veri e propri colpi d’ascia su una vasta platea di uomini e donne.  Alla mia età dovrò lavorare un’altra decina di anni, mentre, ogni mattina, quando mi reco in ufficio,  incrocio gruppetti di pensionati ciclisti –in splendida forma fisica- che sono andati in pensione uno , due lustri prima di quando forse toccherà a me ed altri. Consapevoli della pesantezza e della profonda sperequazione che si è prodotta dall’esigenza di procedere velocemente (per evitare l’implosione del sistema), sono ormai sei anni che un pò tutti i partiti dichiarano di voler correggere la legge Fornero, ma, dopo ben tre Governi, seguiti a quello Monti, niente è cambiato, se non qualche piccola correzione rivolta a qualche migliaia di lavoratori. Poche correzioni condite, però, da periodici annunci di cambiamenti più radicali (la riduzione dell’età pensionabile per tutti) che, invece, non ci sono e quasi certamente non ci saranno (continueranno con qualche promessa e qualche “confettino”), perché sanno bene che, per correggere il sistema, servirebbero risorse, molte risorse e, per trovarle, dovrebbero essere anche toccati un bel po’ di privilegi, pudicamente definiti “diritti acquisiti”. Quindi meglio dire molto e fare poco. La Fornero, quindi, resta un’amante clandestina; pubblicamente guardata e trattata con distacco, quasi con albagia e ruvidezza, ma, di notte, torna ad essere l’amante necessaria.