di - 7 gennaio 2018

La campagna elettorale di Berlicche

Clive Staples Lewis, oltre agli straordinari personaggi delle  “ Cronache di Narnia”, ha anche inventato il diavolo Berlicche impegnato ad istruire il giovane allievo Malacoda su come conquistare a Satana gli esseri umani. Fra le lezioni che Berlicche impartisce, con dovizia di particolari, c’è quella fondamentale di distogliere gli uomini dal pensiero, dalla lettura, dall’approfondimento:  “il fatto stesso di discutere sveglia la ragione del tuo paziente, e, una volta che sia sveglio, chi può prevedere i  risultati che potrebbero seguire?”. Quindi , per conquistare adepti al Maligno,  Berlicche raccomanda di sedurli  con le cose “ordinarie” della realtà. Per spiegarsi meglio racconta l’episodio di un uomo che, presso la biblioteca del British Museum,  voleva sedurre e “convertire” al Diavolo, ma la vittima tentennava, si soffermava sui libri, cercava di ragionare, così Berlicche, temendo di perderne il controllo, ne ha conquistato la gola, il bisogno del momento – oggi si direbbe ne ha parlato letteralmente  alla pancia- , convincendolo a interrompere  lo studio per andare a fare colazione: “ Molto meglio dopo pranzo , e trattare l’argomento  con mente fresca. Una volta sulla via la battaglia fu vinta”. Il pover’uomo , preso per la gola, ha scelto Satana. Ascoltando l’inizio della campagna elettorale che dovrebbe portarci alle politiche nel prossimo marzo, mi è tornato in mente proprio il diavolo Berlicche. Quel continuo distogliere gli elettori, cercando di sedurli con il bisogno del momento, con le “urgenze” del quotidiano, con le “cose ordinarie”, mi ha fatto tornare in mente il sottile funzionario di Satana uscito dalla geniale penna di Lewis.  Nessun leader al momento ci ha offerto una colazione gratuita, però tutti i giorni arrivano promosse e distrazioni, appelli alla “pancia”: reddito di cittadinanza per tutti, reddito di dignità, abolizione del canone rai, abolizione tasse universitarie, reddito bambino, asili nido gratuiti, dentiere per tutti, drastico abbassamento delle tasse, bonus su bonus. E siamo appena agli inizi. Intendiamoci, la politica non può non partire dai bisogni quotidiani, dal disagio delle cose ordinarie, dalla pancia di chi non ha soldi per riempirla, tuttavia ha il dovere di indicare un percorso, di spingere a ragionare sulla complessità del mondo in cui ci troviamo a soddisfare i nostri bisogni, di assumersi il rischio di indicare le compatibilità ovvero i costi-benefici delle scelte. Invece assistiamo al florilegio quotidiano di proposte estemporanee pensate solo per conquistare l’audience del giorno. Più vendita promozionale che campagna elettorale.  Quindi pare avesse ragione davvero Berlicche: “tu non puoi capire come gli uomini siano schiavi dell’urgenza delle cose ordinarie”. Teniamoci comunque un barlume di speranza che non sarà così fino al quattro di marzo. Speriamolo davvero. Ed attendiamo fiduciosi, ma senza troppe illusioni.