gennaio-febbraio
FRANCESCA TINI BRUNOZZI, FRAU

Le edizioni TorinoPoesia sono una realtà vivace e ben condotta, con un catalogo che guarda molto seriamente lontano. Tra gli autori letti di recente, Francesca Tini Brunozzi (assieme ad un manipolo d’altri che tratterò in altre occasioni) è stata una scoperta non da poco. Pubblica nel 2007 “Frau”, volume che raccoglie poesie scritte tra il 1993 ed il 2007, divise in sezioni, ognuna però riconducibile ad una netta e forte linea comune: la poesia civile, quella della denuncia e dell’indignazione, del perdono anche e della realtà senza mediazione, quella della realtà che viene respirata dal cuore e diviene dolore o – a seconda dei casi - trasforma in recupero, riscatto o liberazione. leggi tutto »
Fabiano Alborghetti
Anna Lombardo, Quel qualcosa che manca

Non posso fare a meno di trovare qualche parallelo, leggendo la poesia di Anna Lombardo, pur sottolineando la totale padronanza di stile dell’autrice quanto una voce propria e che quindi “non assomiglia a questo o quell’autore”. Alcune rette sembra corrano parallele: Jack Hirschman (citato anche nei ringraziamenti), Ferruccio Brugnaro (consonanza non solo geografica, abitando entrambi l’area di Venezia ma anche l’uso di una poesia civilmente indignata), come anche Franco Costabile dell’ormai introvabile “La rosa nel bicchiere” o –spingendo ancor più oltre- la poesia di Ken Saro-Wiwa, poeta ed intellettuale nigeriano della etnia Ogoni, impiccato dalla dittatura nigeriana per essersi opposto alla distruzione del delta del Niger a causa delle trivellazioni petrolifere; o ancora a Nichita Stanescu, poeta e saggista romeno portavoce di un mondo più umano avendo vissuto sotto la dittatura comunista ed eletto cantore della resistenza. leggi tutto »
Fabiano Alborghetti
Catherine Guillebaud, L’ultima carezza

“L’ultima carezza” di Catherine Guillebaud, romanziera ed editrice, co-fondatrice delle edizioni Arléa, è una struggente storia d’amore. Lui, il cane, vive per Lei, ne accetta con dolore le partenze, ne attende i ritorni secondo il ritmo delle stagioni, divide con Lei passeggiate e silenzi, in un’intesa che niente spezza.
La storia è raccontata dal cane, è suo il punto di vista, sue le emozioni, le osservazioni, le paure – “Gli animali hanno meno paura perché vivono senza parole?” si legge nell’esergo tratto da Elias Canetti -. E’ un cane vecchio che riconosce i cambiamenti sul suo corpo e si adegua progressivamente alle forze che gli rimangono, con nostalgia dei vasti spazi su cui correva da giovane, con la necessità di programmare in modo sempre più cauto le sue passeggiate, come fanno gli anziani umani. leggi tutto »
Marisa Cecchetti
Mariapia Frigerio, La collezionista
Dopo “L’odore della muffa” Mariapia Frigerio torna in libreria con una nuova raccolta, otto racconti che hanno la delicatezza di nubi leggere. Lei non mette in scena grandi eventi, non sceglie situazioni ad effetto, ma guarda dentro oggetti, gesti, abitudini, situazioni, come se avesse la lente di ingrandimento e li fa diventare personaggi. Nella loro apparente secondarietà e marginalità raccontano qualcosa che va oltre il significante, racchiudono nostalgie, desideri inappagati, scoperte, speranze, emozioni. Possono essere delle voci registrate, un viaggio nella bellezza e nell’arte, una foto ricordo, una barchetta di carta, una telefonata dal call center. leggi tutto »
Marisa Cecchetti
Anna Ruotolo, SECONDI LUCE

Basterebbe scorrere nel sito dell’editore LietoColle il non corto elenco di attestazioni, recensioni, segnalazioni che salutano questo felice esordio per comprendere la portata di “Secondi luce” di Anna Ruotolo (classe 1985).
Anticipate in parte nel numero 240 di “Poesia” (luglio/agosto 2009) le quarantadue poesie che compongono la raccolta sono suddivise in due sezioni rispettivamente di trentacinque e sette testi. La prima sezione, “Una luce di lampi”, è a sua volta divisa in tre parti: “La forma del tempo” (quattordici poesie), “Terra di mezzo” (quattordici poesie), “E t’auguro un viaggio che duri” (sette poesie). La seconda sezione, “Gli alberi di ghiaccio”, è sottotitolata “L’ultima nave a partire è l’abbandono” (sette poesie). leggi tutto »
Fabio Michieli
Luigi Scano, VENEZIA TERRA E ACQUA

Ho appena terminato di leggere Venezia: terra e acqua di Luigi Scano. Questa lettura mi ha ispirato alcune riflessioni sul rapporto tra città e politica, mi ha dimostrato come il legame tra le due cose sia stretto, prima della lettura ne avevo una convinzione abbastanza intuitiva, ma mi mancavano quegli elementi che rendono evidente, cioè dimostrabile, una semplice convinzione.
La giovane casa editrice Corte del Fontego compie un’azione meritoria nel ristampare questo interessante libro di Luigi Scano, la cui prima edizione risale al 1985. leggi tutto »
Claudio Serni


