marzo
Alessandro Canzian, Canzoniere inutile

Ci sono sei poesie potenti in questo lavoro di Alessandro Canzian, uomo devoto alla poesia e alle lettere, tanto da sfarinare la sua autentica voce poetica anche nella critica letteraria e da qualche tempo nell’editoria, dirigendo la Samuele Editore. Non dico che gli altri testi poetici che compongono Canzoniere Inutile siano superflui, anzi, credo di essermi attaccato solo a ciò che la lettura mi ha lasciato attaccato alla pelle. Sì, perché si legge con dolore e disagio questa raccolta piena di una sorta di entomologia del disamore, con rari ma profondi accenti filosofici.
“Il giardino che dietro la casa/ghiacciava un poco tra i radi/filari di neve/e i cachi – distanti -, m’era/ una chiara immagine del male./Un gatto che oltrepassa le scaglie/d’una siepe, sospinto dalla fame.” leggi tutto »
Alessandro Agostinelli
Vito Mancuso, La vita autentica

Potrebbe essere un buon ripasso di filosofia del liceo, questo libro del teologo Vito Mancuso. Un ripasso non sufficiente, ma dettagliato sulle basi morali della società. Ciò che lo interessa è rispondere alla domanda kantiana: che cos’è l’uomo? E, proseguendo Mancuso si chiede che cosa faccia di un uomo, un vero uomo, cioè un essere umano che viva in maniera autentica.
Nelle prime pagine vengono affrontati i temi della libertà, senza però menzionare i temi della filosofia politica in merito (Stuart Mill, Pettitt), ma soltanto restando nell’alveo del pensiero filosofico europeo, arrivando fino a Nietzsche e Sartre. leggi tutto »
Alessandro Agostinelli
Gabriella Musetti, Beli Andejo
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“Beli Andjeo (Angelo bianco) è un affresco del Tredicesimo secolo nel monastero ortodosso di Mileševa, nella Serbia meridionale”, e da questo affresco trae ispirazione Gabriella Musetti per un poemetto pubblicato nella serie Armonica del Ramo d’Oro con una veste grafica ricercata e riuscita. Il dipinto raffigura un angelo vestito di bianco, seduto su un masso rosa squadrato, mentre con la mano sembra indicare la direzione a due donne che si trovano vicine su un ponte, con un’aria timorosa e interrogativa. Forte è il contrasto fra la calma e la sicurezza dell’angelo e l’incertezza delle donne avvolte nei loro mantelli scuri, contrasto se possibile enfatizzato dal trasformarsi dei colori dell’opera nel corso dei secoli fino a mostrarsi ai gruppi di visitatori che oggi si recano al monastero. leggi tutto »
Francesco Tomada
Gianni Montieri, Futuro semplice

È come se ci si trovasse nella condizione di voler partire per un altrove che sta in un tempo futuro ancora idealizzato, perciò irrealizzato, una volta finita la lettura della prima raccolta di poesie di Gianni Montieri, ancora fresca di stampa per LietoColle.
Montieri dà voce non più alla semplice caducità delle cose, che ormai si è fatta cifra generazionale e contemporanea se vogliamo della condizione umana in poesia, bensì alla dimensione della precarietà offrendo, rispetto ad altre prove giunte in questi tempi confusi, una lingua più ferma e perciò più dolorosamente disillusa. leggi tutto »
Fabio Michieli
Lucianna Argentino, Favola

È un libricino da collezione, di poche pagine, leggero come una piuma, quello di Lucianna Argentino, con illustrazioni di Marco Sebastiani. Contiene due poesie ed una breve prosa. Ma lascia il segno nella mente e negli occhi perché trasporta davvero dentro una atmosfera di favola.
È notte e c’è la luna, tutto è silenzio, il cielo è puntato di stelle. E c’è un ciliegio su cui la luna posa i suoi coriandoli di luce con un gesto innamorato. La luce della luna percorre come un fremito il silenzio, in questo incontro d’amore dove lei, con il capo reclinato a ponente, sembra una giovane timida adolescente. La notte si carica di magia, mentre la luna che si è alzata timida sull’orlo trasparente delle colline, si manifesta lentamente in tutta la sua forza di luce che annienta le stelle, luna divenuta adulta, crudelmente bianca e luminosa. leggi tutto »
Marisa Cecchetti
Valerio Innocenti, La valigia di Lisbona

La nuova raccolta di Valerio Innocenti “La valigia di Lisbona” conferma ed estende la sua ricerca poetica: “cerco l’immagine/ presaga d’eterno/ che in alti versi/ il mondo suggelli”. Il verso cerca di sottrarre attimi di bellezza e di luce al tempo che si consuma veloce, ma dietro traspare una nostalgia diffusa, perché le illusioni si devono confrontare con il vero.
La figura femminile è quella prescelta a rappresentare la bellezza. L’occhio di uomini adulti si posa con avidità e timore su corpi di giovani donne, ammiccanti nel sole d’estate, in un affollarsi di desideri e di sogni, in una strenua lotta tra istinto e ragione: “Giaci bellissima/sulla battigia/baciata dal sole/ oh callipigia”. L’ironia viene in aiuto alla ragione e rende più lieve la rinuncia: “Vivo anche / senza lei/ cingo fianchi/ d’aria/bacio colli /di bottiglia”. E un sorriso indulgente smorza le ombre del dubbio. leggi tutto »
Marisa Cecchetti
Nicolas Beau et Catherine Graciet, La Régente de Carthage main basse sur la Tunisie

Il libro di Nicolas Beau e Catherine Graciet è un’ottima disamina che ci permette, da un lato, di capire la natura ed i retroscena del potere tunisino e dall’altro, di scoprire il personaggio chiave di questo libro cioè la moglie del presidente Zine el- Abidine Ben Ali e il suo ruolo decisivo nel controllo e nella gestione del Paese. Gli autori parlano addirittura dell’esistenza di un clan familiare “presidenziale” ben strutturato, attivissimo e intraprendente a tutti livelli della vita sociale economica e politica. Infatti, questa realtà emerge anche grazie alle fonti di cui dispongono Beau e Graciet: si tratta di notizie estremamente verosimili ben argomentate ed articolate che svelano i meccanismi e il funzionamento di un potere asservito al servizio di un clan che fa affari e prepara la successione del dittatore Ben Ali. leggi tutto »
Ahmed Abouss
Olfa Youssef, Le Coran au risque de la psychanalyse

Questo libro merita una particolare attenzione perché non solo aiuta il lettore a promuovere un altro approccio del Corano ma gli offre la possibilità di calarsi nella storia, di analizzare i testi e i loro contesti andando oltre una semplice lettura letteralista e mitologica. Nella sua prefazione Olfa Youssef scrive: "Quest’opera s’inserisce in un doppio movimento che abbina l’obiettivo al soggettivo. Gli atti barbari e gratuiti commessi in nome dell’islam, il deprezzamento della donna e la violenza commessa nei suoi confronti che alcuni pretendono di trovare giustificati nel Corano, sono altrettante ragioni oggettive che possono condurre una donna musulmana come me ad interrogare il Corano, fonte primaria dell’islam, e unica fonte che fa l’unanimità dei musulmani”. leggi tutto »
Ahmed Abouss


