novembre
Luca Ariano, CONTRATTO A TERMINE

In tempi di memorie fittizie, affetti e dolori esibiti in televisione (e come merce proposti), in tempi di finzione e assenza di memoria perché la memoria fa audience solo se manipolata e aiuta a vendere un prodotto o una idea, il libro di Luca Ariano (apparso per le nuove e coraggiose edizioni Farepoesia di Pavia) appare come una illuminazione. “Contratto a termine” –come dice infatti Francesco Marotta nell’ottima prefazione- è un libro la cui scrittura è animata e sorretta da una profonda ragione etica. In contrapposizione al guardare passivo (dei fatti, della Tv) Luca Ariano è lo spettatore silenzioso ma presente, che tutto raccoglie e che nulla tradisce: rimanda infatti un memoriale universale raccontando microstorie, fatti solo apparentemente inutili all’assieme. leggi tutto »
Fabiano Alborghetti
Marco Giovenale, STORIA DEI MINUTI

Una delle resurrezioni editoriali più incredibili che abbia visto negli ultimi anni –parlando di collane di poesia- è accaduta in Transeuropa, casa editrice di Massa. Dopo il progetto “Fuori Commercio” -che ne ha gettato le basi- nasce la “Collana Inaudita”, che ha ormai in catalogo diversi titoli e che pubblica alcune delle voci poetiche italiane più interessanti del panorama contemporaneo. Patron di Transeuropa è Giulio Milani che assieme ad un nutrito team (proveniente da altre case editrici) ha creato una collana che pubblica libri di poesia accompagnati da un CD musicale di musicisti e cantautori di altissimo livello (questo grazie ad una partnership con la valente casa discografica Storie Di Note). leggi tutto »
Fabiano Alborghetti
Patrizia Dughero, LUCI DI LJUBLJANA

Questa è la recensione di un esordio ed al tempo stesso una promessa: infatti Patrizia Dughero, poco dopo essere approdata alla sua prima raccolta di versi, Luci di Ljubljana (Ibiskos Editrice Risolo), ha vinto il Premio Renato Giorgi con Le stanze del sale, e dunque non passerà molto tempo prima di poter leggere il nuovo lavoro dell’autrice bolognese d’adozione ed apprezzarne la crescita. E immagino che non sarà una sorpresa, perché già in Luci di Ljubljana si scorgono i tratti di una scrittura personale e per molti aspetti già matura, anche se non mancano alcune fra quelle che spesso sono caratteristiche degli esordi, in particolare l’eterogeneità stilistica che contraddistingue buona parte del lavoro: accanto a composizioni relativamente lunghe in lingua italiana – in alcuni casi quasi delle prose poetiche –compaiono frammenti in friulano, versi in francese, ed anche diversi haiku, utilizzati a volte come interludi. leggi tutto »
Francesco Tomada
Francesca Bellino, Uno sguardo più in là

Molti scrittori di viaggio sentono la necessità di dire i motivi del loro desiderio di viaggiare. C’è chi lo fa nelle pieghe del racconto, e chi come Francesca Bellino lo sintetizza in prefazione:
“Viaggiare per me simboleggia la vita. Significa vivere guardando avanti. Si è in viaggio ogni giorno, anche nel quartiere in cui si abita o nella città in cui si è nati, perché essere un viaggiatore non vuol dire accumulare biglietti aerei e souvenir, ma acquisire uno stile di vita teso alla curiosità e al desiderio di scoperta, d’ascolto e di rispetto dell’Altro”. leggi tutto »
Daniele Luti
Sandro Bartolini, Nacqui settimino

Il protagonista del romanzo “Nacqui settimino”, insegnante di italiano a Kojalo, alla foce del Niger, torna in patria quando gli nasce un figlio, e viene assunto da un’azienda di vernici. Organico piramidale, operai nettamente separati dagli impiegati, lui è alla logistica, con possibilità di carriera. I sindacati appoggiano gli operai nelle loro rivendicazioni, nelle richieste di maggiore sicurezza sul lavoro, ma gli impiegati sono legati alla dirigenza di cui sono tenuti a condividere gli obiettivi, e non alzano la testa, per loro è impensabile rivolgersi al sindacato. leggi tutto »
Marisa Cecchetti
Carla Polleschi, Una cirenea e il Pater Noster

Se la civiltà in cui viviamo, che purtroppo abbiamo costruito negli ultimi decenni con le nostre mani, ci si sta rivoltando contro, mostrando i suoi vizi negli aspetti più esasperati e terrificanti, tanto da lasciarci senza fiato, in un turbinio di parole che ronzano intorno ai fatti più scellerati di criminalità e di malcostume, se la corruzione e la bugia trionfano davanti all’impotenza della gente, e lo sgomento cresce, forse la strada che ha percorso Carla Polleschi nel suo piccolo libro “ Una cirenea e il Pater Noster”, arricchito da splendide illustrazioni sacre, non è fuori t leggi tutto »
Marisa Cecchetti
Magda Szab, La porta

Uscito in Ungheria nel 1987, Az Ajt? ossia La porta, ci propone una delle più grandi scrittrici ungheresi, che si è fatta già conoscere con La ballata di Iza, Magda Szab? (1917-2007). Ambientato in Ungheria negli anni Sessanta, il romanzo si sviluppa intorno alla figura di una collaboratrice domestica, Emerenc Szeredás, che fa anche la portinaia di un condominio ed è presente ovunque ci sia da fare per la comunità. leggi tutto »
Marisa Cecchetti


