Berlusconeide

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Il decreto legge che il Presidente del Consiglio non è riuscito a fare l’altra notte è il segno della sua fine. Il topolino partorito dalla montagna ferita è un rattoppo, cioè l’emendamento che rimanda a data da destinarsi gli impegni presi con l’Europa. Ciò significa che il Consiglio dei Ministri non è più in mano a Berlusconi e che la lunga lotta contro Tremonti ha dato i suoi frutti malefici. Mentre dal PDL si stanno sfilando, poco a poco, alcuni onorevoli che ritengono ormai necessario un passo indietro da parte del Cavaliere.

Alessandro Agostinelli

Quello che leggerete qui sotto si potrebbe sintetizzare così: incentivi del Governo alle scommesse. E non solo, perché il presidente del Consiglio appena trova uno spazio dove c’è aria di conflitto d’interessi ci si butta a pesce. A luglio – come indicato dall’inchiesta di Report – Bassetti (al 30%) e Mondadori (al 70%) hanno messo in piedi una nuova società di scommesse on-line con cui si fanno grandi incassi cash quotidiani. La nuova impresa di scommesse on-line serve a Mondadori per avere liquidi in maniera veloce in modo da mettersi in pari con le banche che hanno dovuto sostenere gli oltre 500 milioni di euro che l’azienda editoriale di Marina Berlusconi è stata obbligata a pagare a De Benedetti dalla sentenza d’appello del lodo Mondadori.

Alessandro Agostinelli

Caro Silvio,
Ti faccio arrivare questa lettera tramite tuoi concittadini che sono venuti in Libia a portarci il loro sostegno in un momento così difficile per il popolo della Grande Jamahiriya.
Sono rimasto sorpreso dal tuo atteggiamento, quello di un amico con cui ho siglato un trattato d’amicizia favorevole ai nostri due popoli. Avevo sperato che da parte tua almeno ti interessassi ai fatti e che tu tentassi una mediazione prima di dare il tuo sostegno a questa guerra.

Mu'ammar Gheddafi

Recentemente alcuni cittadini, rivolgendosi a Giorgio Napolitano, hanno implorato: “Presidente, ci aiuti lei”. Siamo di fronte a una situazione nella quale la gente, il popolo, gli italiani si rivolgono a un’istituzione per “fare qualcosa” nei riguardi di un'altra istituzione (il governo). Insomma ci troviamo davanti a qualcosa che, nato come fatto “sociale” o comunitario, è diventato, o si è trasformato, in avvenimento squisitamente politico e relativo alla gestione dello Stato. Non viviamo più in periodi in cui le proprie cose, i cittadini, le risolvono da soli e senza intermediazioni (con le rivolte popolari) e nemmeno in frangenti temporali in cui la politica può districare da sola i suoi problemi.

Gianfranco Cordì

In un recente editoriale Eugenio Scalfari ha scritto: “ci vorranno anni e anni prima di poter recuperare la perduta dignità, ci vorrà un tenace lavoro di restauro delle istituzioni, occupate o insidiate da una vera e propria banda della quale il premier fa parte o dalla quale è sistematicamente ricattato”. Se dunque avremo davanti un futuro lungo per la rinascita del Paese, sicuramente abbiamo alle spalle una lunga serie di eventi, esemplari della sfacciataggine berlusconiana. Esempi di cui le recenti intercettazioni acquisite dalla Procura di Napoli e l’ultimo anno che ha messo in piazza il vero lavoro di letto del “premier a tempo perso” sono soltanto l’epilogo di una pratica abusata.

Alessandro Agostinelli

A parte la politica, la “scissura di Silvio” è un taglio laterale del cervello umano che divide il lobo temporale dai lobi frontale e parietale. Ma, oltre la descrizione dell’encefalo, vi è ormai una vera e propria “scissura del Cav.” tra programmi e fatti, tra PDL e elettori, tra governo e Paese, tra esecutivo e parlamento. Forza Italia e poi il PDL hanno indossato finora vari costumi di scena.

Marco Giaconi

Quando un’autorità terza (o che almeno dovrebbe esserlo) controlla, verifica e punisce sembra che questa nostra democrazia claudicante possa ancora respirare. Così le multe dell’Agcom ai telegiornali sdraiati di fronte al comizio berlusconiano sono sembrate un buon segnale anche di responsabilità civile. Ma le reazioni di chi si è sentito offeso dalle regole ci hanno di nuovo costretti al respiratore artificiale, e allora pare davvero che mai come oggi ciò che è giusto e ciò che è sbagliato non sia tenuto in gran conto nel sistema italico.

Alessandro Agostinelli

Ormai i dati sono certi: Letizia Moratti è ferma al 41,5 mentre Giuliano Pisapia ha raggiunto il 48,04% dei voti al primo turno delle comunali milanesi. A Napoli, il candidato di Nicola Cosentino, Lettieri, pur con una ricca serie di segnalazioni per brogli e compravendita di voti, si è fermato al 38,5% mentre De Magistris, il magistrato dell’Italia dei Valori, va al 27,5% e supera il prefetto del PD Morcone, che peraltro il partito non ha minimamente sostenuto, dilaniato com’è da lotte intestine.

Marco Giaconi

Da molteplici segni, si evince che il sistema di potere del berlusconismo è arrivato al capolinea. Non mi riferisco qui alla costituzione di “Futuro e Libertà”, il partito di Gianfranco Fini che oscilla tra una lotta serrata al Cav. e una sua legittima intenzione di sostituirsi, nell’elettorato, a un Popolo delle Libertà che lo stesso Berlusconi dichiara di “non riconoscere più”. E nemmeno mi sembra rilevante la ripresa del PD, che pure rincorre, nei sondaggi, un PDL in caduta di consensi. Il problema è che è proprio l’intero sistema di potere politico e economico italiano che mostra di non fidarsi più del berlusconismo.

Marco Giaconi