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Posted On aprile 10, 2016By Marco GiaconiIn Money

Come va il prezzo del petrolio

I prezzi del barile stanno salendo in modo stabile. vediamo i dati: il valore medio dell’olio nero è oggi sempre sopra i 35 Usd, mentre il Brent e il WTI  stanno salendo sopra i 40. il WTI, per intenderci, è l’indice West Texas Intermediate, un prezzo medio (benchmark) che si basa sul tipo di petrolio Texas Light Sweet  e che vale soprattutto, come gli altri indici,  per i futures, i contratti a termine sul prezzo del barile. Il Brent (o Brent Crude)  è invece l’indice  basato sul petrolio estratto dal Mare del Nord. Gli altri prezzi di riferimento delRead More

Posted On marzo 28, 2016By Marco GiaconiIn Money

L’oro di Mosca. Oggi

Russia e Cina, insieme ad altri Paesi BRICs, stanno uscendo dall’orizzonte finanziario dollaro-centrico. Per Pechino, si tratta di evitare l’eccessiva presenza dei suoi investimenti nel settore del debito pubblico USA; ed infatti i cinesi stanno vendendo buona parte del loro stock di debito nordamericano. Per i russi, che hanno pochissimi titoli del debito pubblico di Washington, l’obiettivo è quello di ricreare le condizioni per una nuova Bretton Woods, un nuovo accordo tra le monete mondiali per evitare sia il dominio del Dollaro che le oscillazioni eccessive tra le varie divise. Infatti, il valoreRead More

Posted On marzo 27, 2016By Marco GiaconiIn Money

Le banche dei libici

Il governo di Al Serraj, che già era stato rimandato al mittente per i troppi ministri inclusi e per l’esclusione, da ministro della Difesa, di Khalifa Haftar, non è stato ancora digerito dai rivali di Tripoli. Anzi, il ministero di Fajez Al Serraj, capo della fazione di Tobruk, quella riconosciuta internazionalmente, non ha nemmeno i voti del suo parlamento, senza contare il rifiuto del regime di Tripoli, dominato da Alba Libica, la frazione locale dei Fratelli Musulmani, sostenuti laggiù da Turchia e Qatar, i due stati che facevano contrabbando di petrolio duranteRead More

Posted On gennaio 29, 2016By Marco GiaconiIn Money

La “bad bank” non c’è

L’accordo appena intervenuto tra il ministro Padoan e la Commissione UE per la concorrenza è molto utile ma non ha niente a che fare con il progetto iniziale della bad bank. L’idea del Governo Renzi era quella di creare una banca “cattiva” dove dirigere i crediti delle banche che sono ormai inesigibili o “incagliati”. La bad bank avrebbe ripulito i bilanci degli instituti di credito e quindi avrebbe permesso a tutte le nostre banche un apprezzamento ottimale sul mercato azionario, permettendo inoltre quell’indebitamento nuovo che le banche, oggi, richiedono per poter continuare il loroRead More