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Posted On luglio 31, 2017By Giovanni A. CecconiIn Movie

Adieu, Jeanne

Con Jeanne Moreau se ne è andato, senza andarsene, un pezzo di storia del cinema, francese innanzitutto. Chi non la ricorda: sguardo penetrante, voce rauca da sigarette perennemente accese… A Parigi nacque nel 1928, da un ristoratore e da una danzatrice (di origini irlandesi). E a Parigi è morta, in un appartamento della rue du Faubourg Saint-Honoré. Entrò ragazza in conservatorio, poi si dedicò al teatro dove raggiunse un rapido successo. Di una bellezza non canonica, labbra e volto sensuali, fisicità in tono minore, fu capace di trasmettere con intensità intelligenza, fascino, come anche inquietudine e anche tratti oscuri, natureRead More

Posted On luglio 20, 2017By Giovanni A. CecconiIn Movie

La scomparsa di George A. Romero (New York 1940-Toronto 2017)

E’ mancato pochi giorni fa per una implacabile malattia polmonare George Andrew Romero. Fu l’inventore del genere zombie nel cinema (o il reinventore, cfr. già J. Tourneur, Ho camminato con uno zombi, 1943). Di ascendenza iberica, è stato colui che più in generale ha creato o rilanciato con nuove prospettive – e non senza una sua visione culturale e politica – il genere horror, a partire dal suo esordio alla regia: La notte dei morti viventi (The Night of the Living Dead) del 1968. Questo film, in bianco e nero, è stato considerato “manifesto della controcultura studentesca eRead More
Recensiamo qui un film visto in v.o. a Parigi, ma presentato di recente in anteprima in Italia (Firenze, Teatro della Compagnia), dove però non è ancora uscito nelle sale.  Il nome del regista è eccellente. Volker Schloendorff, esponente di rilievo della grande generazione del c.d. Nuovo cinema tedesco  della fine degli anni Sessanta e anni Settanta, di Alexander Kluge, M. Von Trotta, e degli stessi Wenders, Fassbinder, Herzog. Schloendorff fu autore tra gli altri dei Turbamenti del giovane Toerless (Der junge Törless), da Musil, nel 1966, vincitore del premio Fipresci a Cannes,Read More
Anziché richiamare gli esiti della rassegna con la lunga elencazione dei premi, dei felici e dei delusi, mi limiterò  a fornire qualche informazione sul film che l’ha vinta (giuria presieduta da Pedro Almodovar) e sul suo regista: non è in realtà molto noto, nonostante già tre anni fa si fosse distinto nella rassegna francese per il suo Forza maggiore vincendo la sezione Un certain regard (che quest’anno ha premiato come migliore attrice la nostra Jasmine Trinca per la sua interpretazione in Fortunata di Castellitto). Ruben Ostlund, classe 1974, iniziò a maneggiare la macchina da presa facendo video dedicati alloRead More

Posted On maggio 20, 2017By Giovanni A. CecconiIn Movie

“Corti”: alcune dritte su un genere trascurato

Pensavo di sottoporre a amici e familiari due o tre serate con proiezione di una quindicina di shorts che hanno segnato la storia del cinema. Già definire un “corto” non è esercizio semplice, e contiene elementi di arbitrarietà a partire dalla durata: quando un corto diventa mediometraggio? Comunque, mi ero dato i 30′ come banalissima e appunto arbitraria discriminante. Lascerei fuori dalla categoria le parti di film collettivi o a episodi. C’è spesso d’altra parte un’aderenza forte tra cortometraggi, linguaggio sperimentale, oppure gioco, divertissement o all’inverso ancora manifesto teorico, politico-culturale. Ho raggruppato mentalmente quello cheRead More
Premiato in festival internazionali di spicco quali Toronto  (Premio Netpac) e San Sebastian (Premio Giuria Giovani), In Between è ambientato in una Tel Aviv opacizzata, così come rimangono distanti le problematiche dei conflitti tra israeliani e palestinesi (apposta). La città è così rappresentata dai suoi locali notturni, discoteche, bar, dove una giovane generazione che mescola studenti, professionisti, e  persone di diversa origine e mestiere, cultura, attitudini sociali si ritrova per ballare e sballarsi, bevendo, “facendosi”, in promiscuità e disinibizione sessuale. Donne arabe, non solo ebree, che possono vivere in apparente totale libertà. MaRead More

Posted On aprile 28, 2017By Giovanni A. CecconiIn Movie

“Personal Shopper” (O. Assayas, Fra 2016)

Parigino, nato nel 1955 da una famiglia franco-turca-ebraica, come tiene a sottolineare egli stesso Olivier Assayas ha vissuto la passione per il cinema e  il desiderio di farne un mestiere per eredità familiare, tramite il padre sceneggiatore e collaboratore di maestri come Ophuls e Pabst. Critico (dal 1980 al 1985 ai Cahiers du Cinéma), giornalista musicale. Assayas non ha prodotto però grandi lavori: il suo film più noto (?) è Irma Vep del 1996. Con questo Personal Shopper il suo eclettismo dà vita a un film mal definibile, con stilemi horror o thriller ma molto sui generis. L’elementoRead More
Va detto: Kaurismaki difficilmente sbaglia di brutto un film, e quasi sempre ne ritroviamo il dono di descrivere con grazia ambienti di marginalità e di impostare con leggerezza problemi grandi, visti dall’osservatorio di quel paese nordico un po’ sui generis che è la Finlandia. Qui – ne L’altro volto della speranza, premiato come migliore regia a Berlino e che riprende le tematiche di Miracolo a le Havre – la solidarietà verso un rifugiato siriano è di gran lunga prevalente sulle forme di razzismo e di violenza che pur ci sono: ma questo è forse anche lo wishful thinkingRead More
Sta incontrando un notevole successo di critica e pubblico Tarde para la ira, tradotto in italiano e in inglese con un titolo evocativo da Anni Settanta (La vendetta di un uomo tranquillo/The Fury of a Patient Man e in Italia non si può non pensare anche all’uomo tranquillo fordiano, John Wayne, ma è una pura associazione lessicale, mentre l’originale del famoso film di Ford del 1952 suonava The Quiet Man), con il quale giovane regista iberico R. Arévalo (trentaseienne già attore ne La isla minima, tra gli altri) vara il suo primo lungometraggio. Carlos Boyero del Paìs lo ha definitoRead More

Posted On marzo 27, 2017By Giovanni A. CecconiIn Movie

Non solo “er Monnezza”: Tomas Milian (1933-2017)

Nato a L’Avana è mancato pochi giorni fa, il 22 di questo marzo 2017, Tomas Milian, maschera celebre in Italia soprattutto negli Anni Settanta e Ottanta per ruoli in film di terzordine legati alla violenza alla criminalità, quello di poliziotto (Nico Giraldi) e di ladro romano (Er Monnezza), ma ancor prima per alcuni “spaghetti-western” di Sergio Sollima .  I giornali sono pieni in delle sue biografie. Per esempio, la figura del padre, un generale importante all’interno del regime anteriore a quello di Batista a Cuba (quello di Gerardo Machado), suicidatosi quando Tomas era adolescente, una morteRead More