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Posted On ottobre 8, 2017By Giovanni A. CecconiIn Movie

“L’inganno” (“The beguiled”) di S. Coppola (USA 2017)

Vien fatto di pensar male. Ma quali i meriti acquisiti nel corso di una carriera ormai piuttosto lunga, oltre al cognome che porta? Sofia, la figlia quarantaseienne di suo padre Francis Ford, newyorchese da alcuni anni a Parigi, non ha un gran talento (non sono certo capolavori neppure i suoi film più acclamati: Il giardino delle vergini suicide del 1999 e Lost in translation del 2003) e stupisce che un film come questo abbia ricevuto il premio per la miglior regia a Cannes. Altrettanto sorprendente che sia entrato in competizioneRead More
La strage commessa  da Stephen Paddock a Las Vegas difficilmente ha a che fare con ISIS. Corrono voci di una recente  conversione all’islam dell’omicida e su questo vedremo. Ma allo stato attuale la  rivendicazione sembra piuttosto il segnale della debolezza del sedicente stato islamico. L’eccidio, apparentemente incredibile, ha molto a che fare, è banale dirlo, con il commercio indiscriminato di armi negli USA, paese amato da chi scrive ma del quale vanno riconosciute le storture (proprio perché si ama). Le smitragliate e gli spari di artiglieria dall’alto dell’hotel da parte del folle e disperato sessantenne possono far venireRead More

Posted On settembre 19, 2017By Giovanni A. CecconiIn Movie

“DUNKIRK” (di Chr. Nolan, Usa-GB-Fra 2017)

La seconda guerra mondiale ha costituito il soggetto di molti famosi film: da Il ponte sul fiume Kwai (D. Lean, 1957) a I cannoni di Navarone (L. Thompson, 1961) a Dove osano le aquile (B.G. Hutton, 1968), più recentemente Stalingrad (J. Vilsmaier, 1993). Non è un genere che amiamo troppo, ma ad esempio La croce di ferro porta le “stimmate” di un vigoroso Peckimpah d’annata (1977) e lo consigliamo vivamente a chi non lo avesse mai visto. Questo Dunkirk (la Dunquerque francese… il nome è Dunquerque, non dimentichiamolo e qualcunoRead More

Posted On settembre 10, 2017By Giovanni A. CecconiIn Movie

IL 74° LEONE D’ORO A “THE SHAPE OF WATER” DI GUILLERMO DEL TORO

Si è chiusa al Lido di Venezia la 74° edizione del Festival del Cinema, iniziata il 30 agosto. La Giuria del Concorso, presieduta da Annette Bening (interprete principale in American Beauty di Sam Mendes, 1999) ha premiato un film fantasy ambientato durante la guerra fredda. Esso ci parla con linguaggio metaforico di amore, solidarietà, discriminazione, straordinario. E’ la storia di Elisa, una giovane priva della parola che fa le pulizie in un laboratorio spaziale e del suo amore impossibile e osteggiato per un essere anfibio piuttosto mostruoso ma dotato di sentimenti e intelligenza. Ci siRead More

Posted On luglio 31, 2017By Giovanni A. CecconiIn Movie

Adieu, Jeanne

Con Jeanne Moreau se ne è andato, senza andarsene, un pezzo di storia del cinema, francese innanzitutto. Chi non la ricorda: sguardo penetrante, voce rauca da sigarette perennemente accese… A Parigi nacque nel 1928, da un ristoratore e da una danzatrice (di origini irlandesi). E a Parigi è morta, in un appartamento della rue du Faubourg Saint-Honoré. Entrò ragazza in conservatorio, poi si dedicò al teatro dove raggiunse un rapido successo. Di una bellezza non canonica, labbra e volto sensuali, fisicità in tono minore, fu capace di trasmettere con intensità intelligenza, fascino, come anche inquietudine e anche tratti oscuri, natureRead More

Posted On luglio 20, 2017By Giovanni A. CecconiIn Movie

La scomparsa di George A. Romero (New York 1940-Toronto 2017)

E’ mancato pochi giorni fa per una implacabile malattia polmonare George Andrew Romero. Fu l’inventore del genere zombie nel cinema (o il reinventore, cfr. già J. Tourneur, Ho camminato con uno zombi, 1943). Di ascendenza iberica, è stato colui che più in generale ha creato o rilanciato con nuove prospettive – e non senza una sua visione culturale e politica – il genere horror, a partire dal suo esordio alla regia: La notte dei morti viventi (The Night of the Living Dead) del 1968. Questo film, in bianco e nero, è stato considerato “manifesto della controcultura studentesca eRead More
Recensiamo qui un film visto in v.o. a Parigi, ma presentato di recente in anteprima in Italia (Firenze, Teatro della Compagnia), dove però non è ancora uscito nelle sale.  Il nome del regista è eccellente. Volker Schloendorff, esponente di rilievo della grande generazione del c.d. Nuovo cinema tedesco  della fine degli anni Sessanta e anni Settanta, di Alexander Kluge, M. Von Trotta, e degli stessi Wenders, Fassbinder, Herzog. Schloendorff fu autore tra gli altri dei Turbamenti del giovane Toerless (Der junge Törless), da Musil, nel 1966, vincitore del premio Fipresci a Cannes,Read More
Anziché richiamare gli esiti della rassegna con la lunga elencazione dei premi, dei felici e dei delusi, mi limiterò  a fornire qualche informazione sul film che l’ha vinta (giuria presieduta da Pedro Almodovar) e sul suo regista: non è in realtà molto noto, nonostante già tre anni fa si fosse distinto nella rassegna francese per il suo Forza maggiore vincendo la sezione Un certain regard (che quest’anno ha premiato come migliore attrice la nostra Jasmine Trinca per la sua interpretazione in Fortunata di Castellitto). Ruben Ostlund, classe 1974, iniziò a maneggiare la macchina da presa facendo video dedicati alloRead More

Posted On maggio 20, 2017By Giovanni A. CecconiIn Movie

“Corti”: alcune dritte su un genere trascurato

Pensavo di sottoporre a amici e familiari due o tre serate con proiezione di una quindicina di shorts che hanno segnato la storia del cinema. Già definire un “corto” non è esercizio semplice, e contiene elementi di arbitrarietà a partire dalla durata: quando un corto diventa mediometraggio? Comunque, mi ero dato i 30′ come banalissima e appunto arbitraria discriminante. Lascerei fuori dalla categoria le parti di film collettivi o a episodi. C’è spesso d’altra parte un’aderenza forte tra cortometraggi, linguaggio sperimentale, oppure gioco, divertissement o all’inverso ancora manifesto teorico, politico-culturale. Ho raggruppato mentalmente quello cheRead More
Premiato in festival internazionali di spicco quali Toronto  (Premio Netpac) e San Sebastian (Premio Giuria Giovani), In Between è ambientato in una Tel Aviv opacizzata, così come rimangono distanti le problematiche dei conflitti tra israeliani e palestinesi (apposta). La città è così rappresentata dai suoi locali notturni, discoteche, bar, dove una giovane generazione che mescola studenti, professionisti, e  persone di diversa origine e mestiere, cultura, attitudini sociali si ritrova per ballare e sballarsi, bevendo, “facendosi”, in promiscuità e disinibizione sessuale. Donne arabe, non solo ebree, che possono vivere in apparente totale libertà. MaRead More