24.2004
Per gli italiani che arrivano negli Stati Uniti, la soddisfazione non è vedere un film sei mesi prima che arrivi in Italia, scegliere tra cinquanta marche di corn-flakes e leggere due chili di giornale la domenica mattina. Ciò che rende felici è combattere con la burocrazia americana. Il motivo? Allenati a trattare con quella italiana, ci sentiamo come un torero che deve affrontare una mucca. Una faccenda deliziosamente rilassante. [...]
L'assenza di bar degni di questo nome, non c'è dubbio, rappresenta uno degli aspetti più dolorosi dell'espatrio. Per combattere la nostalgia, noi italiani insistiamo nel voler bere il caffè in piedi a Vienna e a Parigi [...]. Un'altra nostra fissazione è chiedere l'espresso all'italiana, ben sapendo che saremo puniti con intrugli il cui sapore è a metà tra un amaro medicinale e la cicuta di Socrate.
Beppe Severgnini, Un italiano in America
Viaggiare non è facile. L'arte di soggiornare all'estero raramente si apprende nella casa paterna: anzi, l'apprendimento. nella casa paterna di norma non fa che condurre al bar sottocasa. [...] Chi non s'allontana da casa, ben che gli vada, riuscirà ad assicurarsi un bicchiere di vino e un po' di calore. Chi viaggia comprenderà - anche in questo caso con un po' di fortuna, perché c'è anche chi non capirà mai niente - due cose: primo che la patria è una realtà, ma non la realtà; che un Paese straniero è altrettanto reale, e abitato da esseri umani che ritengono che la loro realtà sia la realtà.
Paul Watzlawick, America, istruzioni per l'uso

