Addio acqua
Ah, i Romani, che popolo meraviglioso. E che razza di acquedotti pubblici che riuscivano a costruire. Una bellezza. E che efficienza. Beh, e adesso noi cosa vogliamo pretendere dalla postmodernità globalizzata. Pretenderemmo forse di avere la disponibilità dell’acqua pubblica? Non sia mai. Chi se lo ricorda più il rubinetto. È una parola quasi caduta in disuso nella lingua italiana. Anni fa, al bar, si diceva: “mi dia un bicchiere d’acqua del sindaco”. Oggi il barista ti chiede se la vuoi frizzante, naturale, povera di sodio, ricca di minerali, più dura, più dolce…
Intanto il Governo fa passare un decreto dove si privatizzano le reti idriche di tutta la penisola. E come andrà a finire?
Sì, perché pare che il sistema idrico nazionale faccia falle per il 37%, e che gli interventi manutentivi o di ripristino necessari ammontano alla stupefacente cifra di circa 63 miliardi di euro, che detta così viene q uasi da ridere. Poi ci sono zone del Paese dove l’acqua non è propriamente a portata di mano. E cosa fa l’Italia? Dispone che le reti idriche passino a società private, tramite gare di appalto, dove gli enti locali potranno fare cassa, e vendere a società per azioni che avranno diritto ad acquisire fino al 70% della proprietà.
Se l’acqua è un bene pubblico non dovrebbe andare a finire così, giusto? E l’acqua è certamente un bene primario pubblico. Chi ha voce si faccia sentire perché ciò che sta accadendo nella nostra penisola, nel coma generalizzato delle coscienze, rasenta la turpitudine.
E poi cominciamo a dotarci di caraffe casalinghe. Evitiamo di acquistare acqua in bottiglia al supermercato e riprendiamo a bere quella fantastica acqua del rubinetto di sempre. Uscendo, invece di passare dal primo bar a comprare il mezzo litro, procuriamoci una bottiglia e portiamoci l’acqua da casa. Al bar chiediamo acqua del rubinetto e non in bottiglia. Non serve a impedire la privatizzazione dell’acqua, ma almeno cominciamo a dare un segnale a chi vorrebbe monetizzare anche l’aria, il respiro, il senso della vita.
[18 novembre 2009]


