Alessandro Raveggi, La trasfigurazione degli animali in bestie

Massa, Edizioni Transeuropa, Collana Inaudita, 2011, pp. 40, Euro 15 (con il CD “A smile for timbuctu”)
poesia
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Conquista, sopraffazione, dominio. Movimenti e costanti della storia, in  generale e da sempre, ma in questo bella raccolta di Alessandro Raveggi sono nello specifico le scansioni che hanno visto la conquista del Messico. Diviso in tre sezioni o movimenti, l’orrore della grande bocca masticante d’occidente (e quanto nulla è cambiato nei secoli) azzanna terra e uomini, li dilania, li sottomette, li consuma.
La storia più nota vede l’anno 1519: i conquistadores (11 navi e 508 soldati) conquistano e sottomettono l’impero atzeco. Ma questa è la terza spedizione che venne inviata dalla Monarchia spagnola. La prima fu nel 1517, spedizione capitanata  da   Francisco Hérnandez de Cordoba, da Cuba sino alla penisola dello Yucatan; la seconda nel 1518, capitanata da Juan de Grijalva e a questa spedizione si deve il primo incontro con Montezuma; la terza, appunto, nel 1519, comandata dal capitano Hernán Cortéz: la più famigerata. Alessandro Raveggi non ripercorre né le date, né le tappe. Raveggi ci porta dritti al centro della storia: scrive un dizionario della conquista, il vademecum ideale, declamato da un narratore che muta costantemente identità: da filosofo rinascimentale a soldato corrotto, da religioso estasiato ad agiografo dei conquistadores. Evoca da dentro l’infamia della rovina, delle stragi, della cancellazione, scandendo la raccolta in tre sezioni titolate. La prima è HUITZILOPOCHTLI ("colibrì del sud" o "colui che viene dal sud"): secondo la mitologia azteca era un dio della guerra e del sole. E’ la sezione dell’arrivo, della tabula rasa, del fare posto a colpi di lama; dell’incursione, della presa del possesso, della sovrapposizione che cancella quanto è stato prima; è lo sguardo che vede i conquistadores a cavallo irrompere, impiantare la propria presenza, l’avidità, le conversioni al Dio cristiano, religione della quale ci si riempie la bocca, croci piantate   nel limo, nella terra fradicia di sangue e viscere e bestemmie.  Croci piantate al centro dell’anima altrui perché “devono” imparare quale è il vero Dio. Croci date per educare a colpi di frusta e fosse.
La seconda sezione è MICTLANTECUHTLI (il dio dei morti e Re di Mictlan, la parte più profonda degli inferi. Veniva raffigurato come uno scheletro, o una persona che indossava un teschio dentato). L’imperativo è convertire. Torture, omicidi, sacrifici che siano d’esempio. Il buon cattolico conquistatore insegna “ai selvaggi” il Verbo. Sono stupri, bastonate, parole sacre e “buone” di conforto per le sofferenze. Lo sguardo di Raveggi continua l’osservazione senza sconto alcuno: impietoso, usando l’ironia come una bestemmia o un marchio a fuoco nella carne. Terza e ultima sezione, è TLAZOLTEOTL (la dea protettrice della fertilità e della sessualità, della nascita nonché anche una dea-madre. Veniva definita "mangiatrice di ciò che è sporco" perché faceva visita alle persone che, giunte al termine della loro vita, le confessavano i propri peccati. Lei poi mangiava questa "sporcizia", i peccati, appunto). L’interrogativo è: chi si deve pentire? I “selvaggi” per le credenze pagane, oppure gli invasori ed il teatro di atrocità commesso? Chi è allora che cancella i peccati e porta nuova fertilità rinascita, la vita nuova e pura? E cosa sono diventati coloro che hanno subito la conquista e l’orrore? Quanto diverranno simili a chi li ha conquistati? Da vittime a nuovi carnefici? E i carnefici, quanto saranno santificati, dagli uomini e dalla storia? Quanto e in quale misura l’innocenza animale trasfigura per portare ad essere bestie (nell’accezione di brutale) anche se il dizionario italiano annota come il termine “bestia” sia un nome generico che indica tutti gli animali, tranne che l’uomo.
Scriveva Peter Singer in “Liberazione animale”:  «Da sempre amiamo considerarci meno feroci degli altri animali. Dire che una persona ha spirito "umanitario" equivale a dire che è buona; dire che è "bestiale", "brutale", o che semplicemente si comporta come un animale significa suggerire che è malvagia e crudele. Raramente ci soffermiamo a riflettere sul fatto che l'animale che uccide con meno ragioni per farlo è l'animale umano. [...]». “La trasfigurazione degli animali in bestie” –penultima chicca della raccolta- è bilingue: spagnolo e italiano (Raveggi vive da anni tra Firenze e il Messico). L’ultima è invece il Cd in accompagnamento (le pubblicazioni di Poesia della collana Inaudita di Transeuropa sono tutte accompagnate da un Cd, appunto): concepita appositamente per la raccolta di poesie, il gruppo degli “A Smile for Timbuctu” (gruppo rivelazione dell’elettronica toscana) ha composto una colonna sonora (dal titolo omonino) per un videogame sul “Clash of Civilizations”. Ritmo visionario e carnale al contempo, suadente o più colorito: un complemento perfetto per far battere i sensi assieme al tamburo poetico quale è questo potente viaggio (e battaglia) in poesia.

Fabiano Alborghetti