America del Nord

Marco Bardazzi

Come l'America in genere, anche la sua Chiesa cattolica è un'opera che viene continuamente rimodellata. Il panorama dei 66 milioni di cattolici Usa è in questi anni sottoposto alle modifiche legate all'enorme immigrazione dall'America Latina e il cattolicesimo 'ispanico' assume sempre più importanza. Insieme al fattore delle etnie, a determinare la realtà cattolica americana sono oggi le prese di posizione sulla 'cultura della vita' e la crisi aperta tre anni fa dallo scandalo della pedofilia tra i sacerdoti. Gli americani sono solo il 6% dei cattolici mondiali e gli Usa sono sempre stati considerati dal Vaticano una sorta di terra di missione, per la loro tradizione prevalentemente protestante. Ma negli anni del papato di Giovanni Paolo II la Chiesa cattolica degli Stati Uniti ha acquistato sempre più peso presso la Santa Sede, per una serie di fattori tra i quali non sono ultimi la crescita del rispetto di cui gode nella società americana, la sua capacità di raccogliere finanziamenti e l'emergere di teologi di alto spessore. Un patrimonio rimesso però in discussione negli ultimi anni dall'esplosione della piaga della pedofilia, che ha messo in difficoltà le gerarchie ecclesiastiche e sta ora costando caro sul fronte delle cause legali per rimborsare le vittime: si allunga continuamente l'elenco delle diocesi che hanno dovuto dichiarare bancarotta di fronte ai debiti. A farne le spese è anche il sistema delle scuole cattoliche, diventato capillare su scala nazionale, ma ora costretto a un brusco ridimensionamento sulla scia dei debiti. Gli Usa vivono inoltre una crisi delle vocazioni che ha fatto calare di un quinto, dal 1990, il numero dei preti diocesani: sono oggi 24 mila e più di un quarto di loro sono oltre i 75 anni. "La priorità per il prossimo Papa, a mio avviso, è quella delle vocazioni", ha detto prima del conclave il cardinale Edward Egan, arcivescovo di New York. I cattolici a stelle e strisce hanno dato l'addio a Giovanni Paolo II con sondaggi d'opinione come quello della tv Cbs che indicavano come il 92% conservi un'opinione favorevole del pontefice scomparso. Una percentuale che si scontra in qualche modo con le molte riserve mostrate nel corso degli anni di fronte alle indicazioni arrivate da Roma. La maggior parte dei cattolici Usa continua infatti a chiedere cambiamenti che non sembrano in cima all'agenda della Santa Sede: il 60% vorrebbe donne-prete, il 65% preme per permettere ai sacerdoti di sposarsi e il 69% dei cattolici ritiene sia l'ora di metter fine ai divieti vaticani sulla contraccezione. Maggiore divisione esiste sul tema cruciale della guerra, che ha spaccato in due i cattolici quando il Papa ha preso posizione contro l'amministrazione Bush di fronte alla scelta di lanciare l'invasione dell'Iraq nel 2003. Critiche a parte, il precedente Papa è stato in grado di mobilitare folle enormi ogni volta (sette in tutto) in cui si è recato negli Usa, a partire dalla prima visita a New York nel 1979. Una marea di giovani lo accolse nel 1993 alla Giornata Mondiale della Gioventù a Denver. "Era Giovanni Paolo Superstar, ha riportato l'entusiasmo tra i cattolici Usa, era come avere di nuovo Kennedy come presidente", ha commentato David Gibson, giornalista e scrittore che da anni studia la Chiesa cattolica. Adesso gli Usa cattolici guardano al ++++nuovo Papa++++ sperando di trovarvi analoga ispirazione. Ciò che gli Stati Uniti sono stati in grado di offrire al Vaticano, in questi anni, è stata tra l'altro la possibilità di utilizzare l'America come un gigantesco laboratorio per un nuovo rapporto con i Protestanti. Dall'aborto alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e all'eutanasia, il cattolicesimo americano - ispirato dal magistero del Papa - ha offerto spunti di riflessione che sono stati raccolti sempre più spesso dal mondo evangelico e, negli ultimi anni, anche dalla Casa Bianca di George W.Bush (che non di rado si consulta con un teologo cattolico, padre Richard John Neuhaus). Il caso di Terry Schiavo, la donna in stato vegetativo che dopo 15 anni è stata lasciata morire in Florida, ha visto cattolici e protestanti di varie denominazioni scendere in campo fianco a fianco nel tentativo, risultato vano, di salvarle la vita. L'agenda di 'cultura della vita', che rappresenta sempre più un cavallo di battaglia dell'amministrazione Bush, attinge spesso al pensiero cattolico in tema di bioetica. E il cattolicesimo si è fatto strada anche nella protestante dinastia dei Bush, con la conversione anni fa dell'attuale governatore della Florida, Jeb Bush, al quale molti pronosticano un futuro da candidato presidenziale. I cattolici sono stati inoltre di grande importanza nel determinare l'esito delle ultime elezioni per la Casa Bianca, dove la presenza del primo candidato cattolico dai tempi di J.F. Kennedy, il senatore John Kerry, non è bastata a cambiare l' orientamento di un voto sempre più spesso conservatore.