Autori Vari, CONVERGENZE 5 – IN NOME DELLA GRANDE MADRE

La collana di quaderni Convergenze approda alla quinta uscita con il volume “In nome della Grande Madre”, curato da Stefano Baratta e Flavio Ermini, e continua ad alimentare un percorso che, partendo da un ambito psicanalitico, si estende anche a contributi di autori legati ad altre discipline, con lo scopo di costruire un punto d’incontro del pensiero proveniente da diversi campi del sapere.
Come subito chiarisce Stefano Baratta nella prefazione, il perno centrale è l’archetipo della Grande Madre di Jung: archetipo appunto, cioè parte ereditaria della psiche che struttura tanto la psicologia individuale quanto quella collettiva, non evidente in se stessa, ma rappresentata dalle sue manifestazioni. Trascrivo volentieri questa definizione per chiarire subito che questo volume non è rivolto soltanto agli addetti ai lavori o agli specialisti della disciplina, ma propone stimoli importanti a chiunque si approcci alla lettura con disponibilità e attenzione: scrivere della Grande Madre significa infatti renderne evidenti ed analizzarne le molteplici manifestazioni (individuali e collettive, appunto), siano esse positive – la saggezza intellettuale e la profondità emotiva legate alla femminilità, così come la capacità di generazione e ri-generazione della vita stessa – oppure negative – le capacità seduttive che portano al buio, alla perdizione, alla morte -; proprio in questa ambivalenza trova le proprie radici la necessità, nel processo di crescita della personalità, di prendere le distanze dalla figura della madre e della Grande Madre per giungere alla pienezza della vita cosciente.
È estremamente interessante una considerazione di Baratta che rende esplicite le motivazioni che sottendono all’intero lavoro e lo rendono ancora più importante dal punto di vista culturale: “Nel mondo odierno, tecnologico, virtuale, a volte segnato da sofferenze negate o non riconosciute – un mondo in cui il primato dell’individuo condanna di fatto uomini e donne all’anonimato – si vanno diffondendo sempre di più le influenze della Granda Madre Negativa, sia sui bambini e gli adolescenti, che sugli adulti. […] Ne è nata così una psicologia della colpa, che viene usata anche nel linguaggio comune. […] Al tribunale delle colpe, ogni giorno si giudicano madri cattive da condannare a morte affinché i figli possano salvarsi”. Per questo il lavoro travalica un ambito strettamente disciplinare ed assume invece un notevole peso culturale, in quanto scava in un vuoto sempre più evidente nella formazione di una coscienza tanto individuale quanto collettiva.
Ciascuno degli autori offre il proprio contributo da un punto di vista personale e differente: il tema viene sviscerato nelle sue implicazioni storiche, letterarie, psicologiche, iconografiche, fino ad arrivare in alcuni casi a forme di scrittura che si avvicinano alla prosa poetica. E’ impossibile analizzare uno ad uno gli interventi, ma è invece opportuno sottolineare come essi si presentino tutti, nel loro specifico, di elevata qualità ed al tempo stesso fruibili per un lettore attento anche se non specificamente preparato. Non che si tratti di un volume “facile”, questo no, ma indubbiamente molto stimolante, anche perché l’eterogeneità dei contributi concorre a fornire proposte adeguate a persone di estrazione diversificata. Quello che viene richiesto è –come si scriveva prima – ciò che oggi manca e che appare sempre più necessario, e cioè una metabolizzazione critica, cosciente e personale di un bagaglio di conoscenze e aperture che qui sono presenti e forti, e che possono contribuire al processo di crescita della consapevolezza di un individuo: e rileggendo quest’ultima frase trovo una definizione che si avvicina molto a quella che potrebbe valere per il termine “cultura”.
Anche se come si è detto non si può qui entrare nel merito dei singoli apporti, è infine opportuno riportare i nomi degli autori coinvolti nel progetto: Carla De Bellis, Rubina Giorgi, Maria Bassi, Ivana Cenci, Francesca Castellani, Franca Franchi, Enrica Salvaneschi, Silvio Endrighi, Ilaria Anzoise, Mauro Maldonato, François Bruzzo, Matteo Bonazzi, Carla Stroppa, Romano Gasparotti, Ida Travi, Roberto Caracci, Maria Luisa Vezzali, Silvia Ferrari, Gilberto Isella, Domenico Antonino Conci, Maria Angela Bedini, Tiziano Salari, Ottavio Olita, Cesare Milanese, Vincenzo Di Oronzo, Susanna Mati, Mario Nicolao, Alberto Castoldi, Chiara Zamboni, Marco Ercolani, Lorenzo Barani, Marco Garzonio, Cecilia Rofena, Franco Gallo, Carlo Piazza, Alfonso Cariolato, Lorenzo Brutti, Giorgio Taborelli, oltre ai già citati Flavio Ermini e Stefano Baratta presenti come autori oltre che come curatori.
Francesco Tomada


