B. e l'azzardo di Stato
Quello che leggerete qui sotto si potrebbe sintetizzare così: incentivi del Governo alle scommesse. E non solo, perché il presidente del Consiglio appena trova uno spazio dove c’è aria di conflitto d’interessi ci si butta a pesce. A luglio – come indicato dall’inchiesta di Report – Bassetti (al 30%) e Mondadori (al 70%) hanno messo in piedi una nuova società di scommesse on-line con cui si fanno grandi incassi cash quotidiani. La nuova impresa di scommesse on-line serve a Mondadori per avere liquidi in maniera veloce in modo da mettersi in pari con le banche che hanno dovuto sostenere gli oltre 500 milioni di euro che l’azienda editoriale di Marina Berlusconi è stata obbligata a pagare a De Benedetti dalla sentenza d’appello del lodo Mondadori. Così vanno le cose in Italia. In più, se andiamo a sfruculiare tra le pagine del testo dell’ultima manovra, troviamo una parte dedicata allo sviluppo dei giochi d’azzardo. Il progetto di legge 535, disposto a settembre come “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione e per lo sviluppo” comprende al suo interno “Maggiori entrate derivanti dai giochi e dall’accisa sui tabacchi” (art.2, comma3) che recita così: “Il Ministero dell'economia e delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS), con propri decreti dirigenziali adottati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, emana tutte le disposizioni in materia di giochi pubblici utili al fine di assicurare maggiori entrate, potendo tra l'altro introdurre nuovi giochi, indire nuove lotterie, anche ad estrazione istantanea, adottare nuove modalità di gioco del Lotto, nonché dei giochi numerici a totalizzazione nazionale, variare l'assegnazione della percentuale della posta di gioco a montepremi ovvero a vincite in denaro, la misura del prelievo erariale unico, nonché la percentuale del compenso per le attività di gestione ovvero per quella dei punti vendita”.
L’attuazione di queste disposizioni (che comprendono anche l’aumento delle sigarette e di tutti i prodotti da fumo) dovrebbero assicurare allo Stato “maggiori entrate in misura non inferiore ai 1.500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012”.
Le modalità attraverso cui il Governo ha pensato di acquisire “maggiori entrate” in soldi sonanti, cioè liquidità diretta, sta nella possibilità concessa all’AAMS di: “introdurre nuovi giochi, indire nuove lotterie anche ad estrazione istantanea, adottare nuove modalità di gioco del Lotto, adottare nuove modalità dei giochi numerici a totalizzazione nazionale, variare l’assegnazione della percentuale della posta di gioco a montepremi ovvero a vincite in denaro, variare la misura del prelievo erariale unico (PREU), variare la percentuale del compenso per le attività di gestione ovvero quella dei punti vendita”.
Pur cercando di stare in bilico con la legislazione comunitaria, i calcoli fatti dal Governo in questo settore sono stringenti e puntano dritti a cavare gli ulteriori 1.500 milioni di euro dalle tasche degli italiani. Quegli italiani legati a due forti dipendenze: il tabacco e il gioco. Nel primo caso si procederà con un semplice aumento di sigarette e affini, nel secondo caso invece le mosse strategiche del Governo sono più subdole e vanno a incidere su un vizio forte e radicato soprattutto tra le persone più deboli e povere, cioè coloro che sperano attraverso una lotteria, il calcio-scommesse o il gratta e vinci di risolvere i guai della propria vita. Invece di provare a sollevare le persone da un’ossessione che anche lo scrittore russo Dostoevskij aveva bollato come diabolica, si alimenta la speranza vana e si incita alla sorte, che nel caso dei giochi d’azzardo è un po’ come la legge di Murphy, quando dice che “la sfiga ci vede benissimo”.
Riguardo alle scommesse ippiche, per esempio, che in questi ultimi anni sono diminuite in misura costante e importante, la manovra fissa una percentuale più alta destinata al montepremi (alzandola dal 50% al 65%). In questa maniera si promuove un ritorno alle scommesse sui cavalli, con lo specchietto delle maggiori vincite dei giocatori, e si riducono le entrate erariali e quelle per l’UNIRE (Unione Nazionale Incremento Razze Equine) che perciò potrebbe essere messa a dura prova.
Riguardo alle somme giocate “con apparecchi per il gioco lecito collegati alla rete telematica dei Monopoli di Stato” la manovra interviene con differenti aliquote dal 12,6% all’8%, per scaglioni di raccolta delle somme giocate. È da considerare che fino al 2008 la percentuale era fissata al 12%.
Certamente questa parte della manovra dedicata ai giochi mette l’accento sull’inasprimento delle sanzioni per i giochi illeciti, e riferendosi ad articoli di precedenti norme sui giochi si è messo in evidenza (almeno sulla carta) che era previsto un potenziamento dei controlli con addirittura trentamila controlli sul territorio nazionale in questo 2011 da parte di AAMS, di concerto con SIAE e Guardia di Finanza.
Tuttavia questi 1.500 milioni di euro in più di entrate da qualche parte dovranno arrivare. È così che si dà il via alla “messa a gara di ulteriori 7.000 (settemila!) punti vendita di giochi in luoghi pubblici (leggi soprattutto gratta e vinci e lotterie istantanee). Ma non è finita. La manovra prevede anche la “sperimentazione e l’avvio di sistemi di gioco costituiti dal controllo remoto del gioco mediante videoterminali (video lotteries)” e l’attivazione di “nuovi giochi di sorte legati al consumo”. Infine “sono previste 200 nuove concessioni della durata di nove anni”.
Una vera e propria occupazione del territorio da parte delle tentazioni più forti per gli scommettitori.
Sull'Espresso invece un'intervista a un giocatore cronico: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/io-ubriaco-dellazzardo/2164053
[2 novembre 2011]

