Basta nucleare

di Alessandro Agostinelli

Adesso è il momento di alzarsi dal tavolo degli scacchi della “pubblicità progresso” che invitava ciascuno, in modo un po' ambiguo, a dire la propria sull’energia nucleare. È il momento di alzarsi e dire chiaramente da che parte vogliamo stare. Oltre venti anni fa il popolo italiano disse no alla costruzione delle centrali nucleari, con un referendum. Oggi, che abbiamo molta più tecnologia per utilizzare le fonti di energia rinnovabile, possiamo dire ancora più chiaramente no al nucleare. Oggi che questo governo Berlusconi ha tolto finanziamenti allo sviluppo dell’energia eolica e solare, possiamo dire ancora più chiaramente che il futuro dell’ambiente non va affidata all’energia nucleare.
L’Italia è un Paese fisicamente debole, a rischio di sismi e terremoti più o meno forti, con un territorio fortemente antropizzato e spesso indecentemente sperperato per fare spazio alla cementificazione.
In Giappone, in una delle nazioni più tecnologicamente avanzate, dove le centrali nucleari sono state dal secondo dopoguerra oggetto di ricerca e applicazione in sicurezza, succede oggi che una delle migliori centrali (anche se di non ultimissima generazione) crolli e si incendi a seguito di un terremoto. Un evento catastrofico naturale che è accaduto e potrebbe accadere di nuovo, pone un pericolo terribile per le persone con l'esposizione a radiazioni.
Si è parlato di forza immensa della natura contro cui l'uomo deve difendersi per non soccombere. E' una stupidaggine, l'uomo non può essere contro la natura, perché egli fa parte della natura stessa. Non ci si difende dagli eventi catastrofici costruendo centrali sempre più potenti e comunque pericolose per la nostra incolumità. Non è con un muro di cemento più spesso che ci si difende dalle radiazioni nucleari. Dalle catastrofi ci si difende con l'intelligenza. E l'intelligenza dice a gran voce che la soluzione sono le energie rinnovabili e non le centrali nucleari. Il Giappone sta imparando la lezione.
Che cosa accadrebbe in Italia?
Dove metteremmo le scorie residue delle centrali nucleari? Dove costruiremmo le nuove centrali? Non in Veneto, pare, dove il governatore Zaia si è già espresso a favore delle centrali, ma non nella sua Regione…
Che cosa faranno, oltre alle dichiarazioni di circostanza, i leader dei partiti di centrosinistra?
Sarebbe utile che Pd, Idv, Sel almeno e il Terzo Polo auspicabilmente, cominciassero a spiegare le ragioni delle energie rinnovabili. Non è possibile pensare di proseguire su un modello di sviluppo basato sul ciclo del petrolio, sempre più legato a problemi geopolitici come dimostra la crisi libica che se non arriverà con gli echi di guerra vicino alle nostre coste, si paleserà nelle prossime bollette delle utenze casalinghe. Non è possibile pensare di annunciare un futuro energetico nuclearizzato quando il Paese potrebbe cominciare a pensare di basare almeno le utenze private sulle rinnovabili.
Che cosa sono disposti a fare i partiti di centrosinistra su questo tema fondamentale della nostra vita presente e futura?
Non è il momento di tergiversare. Servono parole chiare e impegni parlamentari di forte contrasto alle manovre governative nel settore energetico.
 
[14 marzo 2011]