BENEDICTUM XVI
Joseph Ratzinger

PRIMAVERA CATTOLICA
1° maggio
La scorsa settimana Giuliano Amato ha rilasciato un'intervista molto equilibrata su La Repubblica, dove diceva che il nuovo Papa, Benedetto XVI, stupirà gli scettici. Amato, sosteneva che il nuovo Papa difenderà il Nuovo Testamento, cioè il Dio della misericordia e dell'amore.
Il suo punto di vista, da laico, è ben bilanciato, e per certi versi condivisibile, ma lascia intravedere un problema. Pare infatti che Amato, come molti di noi, parli dei valori della Chiesa Cattolica come degli unici valori occidentali, lasciando supporre che oltre quei valori ci sia soltanto l'individuo con le sue pulsioni e il suo arbitrio, come se non fosse accaduto niente da Hobbes a Bush jr., come se la civiltà occidentale non avesse prodotto un'etica della responsabilità e modelli di convivenza sociale umani e ampiamente democratici. Stupisce questa invasione mediatica del Vaticano e questa spettacolarizzazione della religione, che assorbe, pro domo sua, la massima parte dell'informazione su temi capitali della società civile. Alla stessa stregua di quanto, certo in maniera più prepotente, l'invadenza ideologica dell'Islam determina comportamenti di vita in Medio Oriente.
Così, appena due giorni fa, il cardinale Ruini, in una lunga intervista a Il Corriere della Sera, delinea con grande efficacia che "nonostante sia sorpreso dall'eco che le prese di posizione della Chiesa hanno sui giornali, la voce del Vaticano deve essere sempre più percepibile". Camillo Ruini auspica quindi una Chiesa che parli ad alta voce, senza nascondere che Papa Ratzinger mostra una certa vicinanza con il movimento di rinascita cristiana degli Stati Uniti, cui i neoconservatori di Bush jr. si ispirano.
Ciò che stupisce non è il legittimo lavoro politico e persuasivo della Chiesa, nel tentativo di valorizzare i propri principi (che - va riconosciuto - sono una delle basi principali dell'Europa e dell'Occidente), ma è l'abidicazione dei laici nel valorizzare le altrettante culture che hanno concorso a formare ciò che siamo: la classicità greca e latina; le lingue e le culture letterarie nazionali; la rivoluzione francese; Spinoza, Montesquieu, Kant, Jefferson; il socialismo democratico; e altri elementi di civiltà occidentale.
Ciò che impressiona è la pervasività della Chiesa nei media dopo la morte di Karol Wojtyla e l'inesistenza di un dibattito dialettico serio, mentre lo "spettacolo" porta in superficie soltanto i protagonismi di facciata.
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