Berlusconi, il tunisino

Alessandro Agostinelli

Ci mancava l'amico tunisino.
Berlusconi non sa più cosa inventare per arrivare vicino alla campagna elettorale avendo bruciato tutta la credibilità del sistema politico istituzionale. E nessuno, dico nessuno, dai piani alti del potere repubblicano dice una parola.
Il Ciampi nazionale tace, che non si sa davvero dove stia il suo amor patrio: da circa sette anni in molti rimpiangono Oscar Luigi Scalfaro.
Pera.... lasciamo perdere questo camaleonte osceno, presuntuoso e maneggione: non merita di sedere dove sta.
L'unco che dice la sua, in nome del popolo italiano, è Casini che almeno ci prova a dare le giuste definizioni ai fatti, chiamando quella del presidente del Consiglio "politica da avanspettacolo".
Ora ci sarebbe questo ex-socio in affari di Silvio Berlusconi che il premier dice conosce cose che potrà dire soltanto quando... che però le ha già accennate a lui... che insomma la sinistra, e soprattutto i Ds sono dei diavolacci che controllano la stampa, la tv, le banche, la magistratura, che ordiscono complotti contro un liberale come lui, con campagne viscide che mettono in serio pericolo la libertà degli italiani.
Io spero con tutto il cuore che Berlusconi evapori al più presto in Tunisia, che è un bel posto per gente di villeggiatura.