Berlusconi vs. Saviano

di Alessandro Agostinelli

Parto da lontano, ma arrivo al punto.
Quando nel Cinquecento gli spagnoli andarono alla conquista dell’America, gli indigeni (maya, aztechi, incas) erano popolazioni molto raffinate nelle attività edilizie e manifatturiere, ma non avevano grandi capacità logiche e metaforiche. Mancava loro tutta l’astrazione filosofico-matematica che ha costruito l’Occidente come lo conosciamo.
Quando una vedetta indigena correva ad avvisare dell’avvistamento di una nave di spagnoli invasori veniva uccisa dai suoi compagni. Pensavano fosse stata la vedetta a portare la nave nemica. Mancava loro ogni cognizione logica. Berlusconi fa lo stesso, non attacca i camorristi, ma accusa e discrimina Saviano che li nomina come delinquenti.
Gli indigeni americani furono sterminati (purtroppo). Quei popoli non avevano capacità di astrazione. Quella gente non conosceva la scrittura. Oggi diremmo che erano analfabeti. Anche in Italia c’è un nuovo analfabetismo, che non è quello di non saper leggere o scrivere, ma riguarda la coscienza e la capacità critica degli individui di una nazione.
Marina Berlusconi è presidente della Mondadori e difende il presidente del consiglio. La figlia difende il padre pubblicamente. Come se già da solo egli non avesse tutti i giorni una sovraesposizione mediatica, come se il premier non avesse modo di difendersi o attaccare quando e più gli piace chiunque reputi un nemico (dato che questa è la sua logica perturbante). Mi sembrano sempre ovvie e un po’ patetiche le interviste ai familiari degli operai in cassa integrazione. Quanto è doppiamente volgare una risposta dallo scranno più alto della Mondatori, in difesa dello scranno più alto della guida del Paese?
Dove sta la sobrietà delle istituzioni, anche quelle culturali? Dove sta il buon senso di non dare sponde alla criminalità organizzata? Con quale coscienza si mandano in libreria nuove edizioni di Gomorra (anche con la nuova appendice sulle reazioni che il libro ha suscitato nel mondo), e contemporaneamente si attacca? Con quale saggezza si mette alla berlina uno scrittore – si badi bene, non un magistrato – blindato dalla scorta per non essere ucciso dai camorristi?
Questo Paese è allo sbando. Sembra che certa gente di potere abbia perso la sua coscienza dentro al portafogli. Sembra che certa gente di potere abbia smarrito la propria umanità nel calcolo politico. Non è la crisi a farmi paura; non è l’economia a impedirmi di guardare al futuro con speranza. È il livello morale e culturale degli italiani a inquietarmi. È il destino umano verso cui ci stiamo dirigendo a incupirmi. Questo popolo è la trappola di se stesso. Lo diceva un comico: mi fa paura il Berlusconi che è in me. E i Berlusconi sono tanti. Molti di loro staranno gongolando dentro i clan camorristici per le parole del presidente del Consiglio contro la Piovra e Saviano. Che questo rinsaldi la forza elettorale del Pdl nella Campania appena strappata al centrosinistra è quasi certo. E i Berlusconi lo sanno. Spargere veleno. Fare i propri interessi. A qualsiasi costo.
[19 aprile 2010]