Binario morto

di Francesco Macciò

Acquisto un biglietto ferroviario Trieste-Genova. Tempo d’acquisto circa un quarto d’ora. Voce di là dal vetro della biglietteria: “quando vuole partire?” “Sabato mattina, tra le 10 e le 12.” “Mi deve dire l’ora precisa...” “Ho visto che c’è un treno alle 12.40, mi tengo largo, prenderei quello. Ma se poi dovessi decidere di partire prima?” “Deve cambiare biglietto.” “E si paga?” “Certo si paga l’operazione cambio-biglietto. Allora, a Mestre deve cambiare. Ci sarebbe un treno per Milano, ma se poi non ce la fa? Le farei prendere il treno successivo. A Milano dovrà cambiare ancora: qui però ha solo 15 minuti per la coincidenza”. Altro Intercity Plus a prenotazione obbligatoria. Totale quattro biglietti + sconto tariffa amica ecc.
Resoconto del viaggio: arrivo a Mestre regolarmente. Il treno per Milano è lì sul binario, ma non è il mio: è quello se poi non ce la fa. Chiedo informazioni: “è equivalente al suo,” mi dice un controllore, “ma non lo glielo consiglio: multa, se sale, perché non ha cambiato il biglietto. Attenda il suo treno: parte da Venezia tra 20 minuti”. Dopo 20 minuti, il treno è annunciato con 15 minuti di ritardo. Giusto il tempo che ho a Milano per la coincidenza per Genova. “Vedrà che recupera”, mi dice uno con fascia al braccio con scritto Assistenza clienti. E invece il treno perde altri 20 minuti e io il mio Intercity Plus da Milano a Genova, con posto assegnato già pagato. A Milano prendo un Regionale, anch’esso clamorosamente in ritardo. Il giorno seguente, con l’autobus, vado alla stazione di Genova-Brignole per un rimborso. Faccio la fila all’ufficio Assistenza Clienti: quando è il mio turno, mi dicono che non è di loro competenza e devo rivolgermi alla Biglietteria. Ci sono non meno di trenta persone in coda alla biglietteria. Rinuncio: ho tempo un mese, mi hanno detto all’Assistenza, per tentare di ottenere un rimborso.
Tre considerazioni.
Prima: l’Amministratore Delegato di Trenitalia non si sogna nemmeno di esporsi a simili viaggi in treno.
Seconda: nemmeno io, ma qualche volta non posso farne a meno.
Terza, facile facile: dato che Trenitalia non riesce a rispettare gli impegni d’orario e di percorrenza presi con l’utenza, ritorni al vecchio efficiente sistema dei treni ordinari più i supplementi-rapido da convalidarsi in caso di utilizzo. Se fosse stato così, a Venezia sarei riuscito a prendere tranquillamente il treno se poi non ce la fa, ovvero il primo treno utile per Milano, semplicemente timbrando (obliterando, dicono loro) un biglietto.
Un corollario in tema di semplificazioni: non si potrebbero chiamare i vari tipi di Regionali, Espressi, Intercity, Intercity Plus semplicemente T1, T2, T3, T4 a seconda dei tempi di percorrenza?
E poi una domanda finale che viene in mente a tanta gente che utilizza tutti i giorni i disservizi di Trenitalia. C’è qualcuno che, per qualche oscuro progetto, vuole portare a definitiva rovina quelle che una volta erano le Ferrovie dello Stato?
 
[29 giugno 2008]