Božidar Stanišić, IL CANE ALATO

Perosini Editore 2007, pagg. 179, euro 14,00
narrativa
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Pubblicata da Perosini, questa raccolta di sette racconti aggiunge un ulteriore tassello all’opera di Božidar Stanišić, scrittore bosniaco residente in Friuli dal 1992, opera che nel corso degli anni si è venuta sviluppando attraverso la narrativa, la poesia ed il teatro. Se in molti dei lavori precedenti l’obiettivo era puntato, secondo diverse angolature, sulla condizione personale di esule, qui lo sguardo diventa universale, pur senza nascondere le proprie radici e una esperienza personale dolorosa e complessa.

I personaggi ed i luoghi appaiono in bilico tra Occidente e Balcani, tra paesaggi rurali ed altri più strettamente industriali, fino ad affondare lo sguardo come una lama nelle contraddizioni che governano lo sviluppo economico del Nordest: in tutti i casi risalta una profonda tensione etica che diventa denuncia di una realtà basata sui valori del profitto e del successo personale. Non è una denuncia gridata, ma espressa piuttosto con un linguaggio piano, senza eccessi, e dunque per questo ancora più presente e potente, mentre il fatto stesso di parlarne e scriverne assume il valore di un processo di salvezza e redenzione, o quantomeno una porta aperta verso la speranza.

Ad evitare il rischio di essere didascalico è il peso della figura stessa di Stanišić, da sempre impegnato in campo culturale ed educativo per iniziative legate alla pace ed alla lotta non violenta. Anche dove i racconti diventano quasi delle parabole, è comunque possibile percepire una quotidianità radicata nel presente o in un passato vissuto e sofferto e rielaborato, l’umiltà di chi parla sottovoce sapendo però bene che “possono scrivere solo quelli che sanno ricordare”.

Francesco Tomada