Canteranno un'intera estate
Si legge sui giornali che la novità più grossa, nell’ultima campagna elettorale, è stata l’uso massicio della musica leggera, come elemento di attrazione. E che a un convegno di partito, la dirigenza s’è seriamente preoccupata quando la base, in segno di protesta, ha intonato Addio Lugano bella. Si legge che l’intelligenza italiana, anziché le biblioteche, frequenta ormai solo teatrini di cabaret e superbalere.
La divisione ideologica è fra i sostenitori dello ye-ye e quelli di Bella ciao. La canzone, genere di largo e rapido consumo, si rivolge, differenziandosi, al pubblico d’ogni livello. Canzoni per ortolani (Il peperone), per giovani di bassa statura (Alto come me), per minoranze etniche del terzo mondo (Noi siamo i Watussi), per pellegrini della Scala Santa (Ritornerò, in ginocchio da te), per correttori di bozze (E se domani, e sottolineo se).
Se le cose stanno così (parole anche queste di una canzone) è giusto che la televisione si tenga alla corrente, specie ora che è cominciata l’estate, stagione propizia al ringiovanimento di noi tutti, fino al limite di tornare bambini, anzi di rimbambire. […]
[Le Ore, 8 luglio 1965, in Il Convitato di Vetro]
[25 giugno 2009]

