Carne da consenso
È ormai chiaro che il profondo smarrimento di una generazione, spesso assente dal dibattito politico e sociale, si accompagna con un profondo avvitamento esistenziale che non depone a favore della sua "contemporaneità". Ma insomma, noi quarantenni "brevi" che pesci siamo e soprattutto, che cosa siamo diventati?
Berlusconi, Veltroni e poi? Arcore, Canale 5, il conflitto di interessi, le Frattocchie, Botteghe Oscure, il Centro Sperimentale di Cinematografia, e poi? Una recita a soggetto, un patto per le riforme, poi Colaninno, la foto di famiglia di Alitalia (con Veltroni che rivendica uno strapuntino bipartisan) e ora la consueta rissa pre-autunnale che anticipa la stagione delle grandi mobilitazioni sul cosiddetto stato sociale. Ci saremo anche noi, ne sono convinto, ma con l'occhio all'orologio "perchè su Sky inizia la partita". Le differenziazioni di sempre, i tradizionali ordini di scuderia. Con l'arroganza di Arcore, la malinconia pasoliniana dell'ondivago Veltroni e la durezza mascellare di Epifani sullo sfondo. E noi, che per poco non abbiamo agganciato il '77, ad ascoltare, inveire, imprecare, parlare con i nostri specchi, attendere il guru televisivo che ci appaga (sia esso di maggioranza o di opposizione). Prima di ripiegare le bandiere e sciamare, di nuovo, verso stadi di calcio, palestre, parrucchiere, estetiste, discobar, enoteche, sushi. Il nuovo, grande terziario della manutenzione del corpo e dei sentimenti, prima di nuove elezioni. E la prospettiva del meritato riposo, al polo Nord o a Tunisi, tanto per cambiare.
Che pesci siamo e cosa siamo diventati? Più spettatori che attori, certamente carne da consenso, indignati con le caste anche se ce ne accorgiamo troppo tardi dei danni procurati dalle caste. Come le hostess di Fiumicino, quelle bellissime con gli occhialoni. Sul nostro vuoto generazionale si scontano gli effetti della sciagurata euroanarchia, di riforme epocali, come quella pensionistica, se vogliamo le contraddizioni del cosiddetto sistema fiscale progressivo che impoverisce il nucleo familiare medio fino alle soglie di sopravvivenza o lo smantellamento progressivo del sociale. Ora anche della ristrutturazione privatistica dei servizi pubblici, secondo lo schema Sarkozy-Berlusconi. Tutte condizioni di sistema che rischiano di consegnare l'Italia di oggi a un futuro più che mai vulnerabile e borderline. Dunque politicamente irrilevante. Abolire l'Ici, che diamine. Un po' di respiro per le banche. Tanto ci sono Brunetta e la Gelmini. che tamponano. La Sanità, intesa come ministero, non esiste più da qualche mese. Insomma, come ce la giochiamo la nostra contemporaneità? In tv con i pacchi e le operazioni nostalgia, nel quotidiano delle municipalità tra caste locali, ricerca del privato benessere, resistenza concettuale alle trasformazioni forzose e indotte. E assai poco eque e/o democratiche. Che pesci siamo diventati? Ho recentemente visto a capo di un corteo contro "la Gelmini" alcuni ultra sessantenni con la barba brizzolata arringare mamme e bambini. Per il momento è questo che passa il convento. Ma forse qualcosa sta cambiando, ora che anche la coperta verde del Subbuteo (grande passione degli anni 70) è stata sostituita da un touchscreen.
[6 ottobre 2008]

