Connessione ottima
Ma in che razza di Paese viviamo? Non siamo ancora usciti da uno scandalo infame e terribile, quello che ha coinvolto Bertolaso, Verdini, Gianni Letta e gli alti papaveri della Protezione Civile, che già si apre un altro scandalo ancor più grosso e più incredibile, quello di Fastweb-Telecom.
Chi è questo senatore Di Girolamo, entrato a Palazzo Madama con la contraffazione delle schede elettorali attuato in Germania da “impiegati” della ‘Ndrangheta.
Chi questo Scaglia, ricco e fantasioso manager prima di Omnitel, poi di Fastweb, la cui volontà di potenza lo ha posto in un ruolo di grande truffatore, soprattutto ai danni dell’erario statale e – a guardar bene – anche dei dipendenti di quelle aziende.
Milioni e milioni di euro, miliardi di euro rubati, gonfiati, smerciati al mercato nero di certa economia malata, sostenuta da una politica meschina e ladrona.
Viene da pensare che cosa potrebbe essere l’Italia se tutto questo spreco di denaro pubblico, se tutte queste ruberie rientrassero nel corso normale e ordinato del processo economico e pubblico. Affronteremmo meglio la crisi? Avremmo meno disoccupati? Potremmo ambire a servizi pubblici più efficaci?
Intanto gli uomini d’oro, quei “birbantelli” corrotti che sembra qualcuno voglia soltanto tenere a bada più che estromettere dalle azioni sociali, proseguono la loro dolce vita, in barba alla realtà di un’Italia sempre più povera, siflacciata e cupa. Sesso, grandi ristoranti, ville da sogno, macchine di grossa cilindrata, feste principesche sono il contraltare della crisi. Così come la politica non pare saper indicare valori certi e solidi, ma soltanto dare pacche sulle spalle o al meglio qualche tirata di orecchie, come ha fatto Berlusconi con il suo collaboratore Denis Verdini.
Nessun senso di giustizia; nessun modo di uscire dal pantano italico. Ognuno froda per se stesso o per la genia dei cognati, tanti trovano uno scranno parlamentare per fare i comodi propri e della propria banda di affaristi. Quando resta soltanto la magistratura e parti delle forze dell’ordine a reclamare un percorso di legalità e moralità significa che il degrado sociale avanza senza requie.
L’inverno e il clima rigido ci stanno abbandonando, ma questa nazione non è ancora riuscita a uscire, neanche con un ciuffo di capelli, dal freddo glaciale della sua inconsistenza politica e quindi sociale. Non vorremmo alzare bandiera bianca, pure se le notizie che si rincorrono giorno dopo giorno sui giornali e nei media raccontano di un luogo che di civile non ha quasi più niente.
[25 febbraio 2010]


