Crociera: troppo vicino Costa

di Alessandro Agostinelli

Una nave si spezza in mezzo al mare e la vacanza da sogno a prezzi scontati diventa una tragedia. Succede nel mar Tirreno, come tutti hanno visto, a cento metri dalla piccola Isola del Giglio, dove 900 abitanti si sono prodigati per due notti in aiuto ai croceristi della nave Concordia. Il comandante Francesco Schettino ha portato la nave Costa Crociere vicino alla terraferma per salvare il salvabile, dopo che aveva guidato come “un turista della navigazione”, più che in navigazione turistica.
In questa storia c’è un comandante che ha agito con troppa leggerezza e che ora è stato arrestato, 4200 crocieristi che in meno di quattro ore sono diventati naufraghi, il paese del Giglio che ha agito in solidarietà ed efficienza meglio di un’unità di crisi della protezione civile, e alcuni morti, purtroppo.
Così, mentre aspettiamo di conoscere il vero numero dei morti, l’apprensione è alta anche per il rischio ambientale di un’isola con paesaggi marini e marittimi quasi incontaminati. La nave Concordia è lì, un rottame di cento e passa metri, alto come un palazzo di cinque piani adagiato su una costa del Giglio. Al suo interno circa 3000 tonnellate di gasolio. Come saranno tirati via da là sotto? Quando sarà messa in sicurezza la nave? Quando e come sarà portata via da lì? La paura è che questo “mostro del mare” slitti poco a poco verso largo, dove il fondale è di 70 metri di profondità trascinando in acqua lampadari, materassi, cucine, motori, macchinari di riscaldamento e condizionamento, e tutto quello che contiene la Concordia, insieme alla bomba chimica del combustibile. Già vicino alla Gorgona sono caduti in mare troppi fusti di materiali chimici inquinanti, adesso un altro possibile disastro in fieri davanti alle coste toscane. L’estate arriverà, ma come sarà allora il nostro mare?
Intanto, fino alla mattina del 15 gennaio il sito internet di Costa continuava a proporre le crociere di febbraio a metà prezzo. Mentre poi, nel pomeriggio, il sito è stato bloccato. Se il comandante è in stato di fermo per responsabilità dirette nel disastro (per non parlare della sua odiosa uscita di scena, senza coordinare l’aiuto per i naufraghi, sei ore prima che fossero usciti i crocieristi dalla nave spiaggiata), quali saranno le responsabilità di Costa? Chi pagherà eventuali danni ambientali o la rimozione della Concordia? Che cosa diranno i politici toscani su questi problemi?
Oggi pare quasi macabra la pubblicità di Costa Crociere, dove le persone piangono ripensando alla loro crociera. Speriamo non debbano piangere in futuro anche gli abitanti del Giglio.

[17 gennaio 2012]