Datemi Alitalia

di Alessandro Agostinelli

Piloti imbuafaliti, personale di terra stremato, hostess incredule e disperate. Questa è Alitalia oggi. Contestualmente il governo sconta l’azione irresponsabile ed elettoralistica di Berlusconi degli inizi 2008, quando si oppose con tutte le forze alla soluzione Air France; l’opposizione balbetta un richiamo alla responsabilità, conoscendo bene anche le proprie passate colpe di indecisionismo; i sindacati provano a non uscire dalle grazie popolari, sapendo di aver avuto responsabilità passate nella creazione di questo dramma; i cittadini guardano ammutoliti all’ulteriore sconquasso nazionale.
In questo deserto di idee e di politiche serie di sviluppo economico e contenimento del debito per l’Italia, qualcuno ha attraversato questo caos e ha contribuito a crearlo senza restare intaccato dal minimo problema. Mi riferisco a quei manager che sono bravissimi a riempire le proprie tasche con i soldi degli italiani e a lasciargli pure i debiti.
Poi c’è un altro esemplare sociale che mi inquieta: quelli che vogliono la compagnia di bandiera “nazionale”. Ma proprio nazionale nazionale!
Mentre cenano al sushi bar giapponese, indossano abiti prodotti in Turchia con marchio italiano e società francese, hanno la casa piena di mobili prodotti in Svezia e tutto quello che usano (dal computer al telefono, dal portachiavi all’orologio, dai sedili dell’auto alla porcellana) è Made in China.
Allora voi mi dovete spiegare che razza di gente siamo noi italiani. Me lo chiedo anche dopo aver letto le dichiarazioni di Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista che dice di dar credito alla cordata di Hugo Chavez, presidente del Venezuela, che adesso sembra si sia messo in testa di comprare Alitalia con la sua compagnia di bandiera venezuelana.
Ora, con tutto il rispetto e la simpatia per Chavez, come possiamo pensare che un politico che ha cambiato fuso orario nel suo Paese, per decreto presidenziale, in barba alle convenzioni mondiali, possa diventare un’autorevole proposta per l’acquisto del cadavere Alitalia per me è un mistero.
Mi propongo anch’io, con il sito alleo, per l’acquisto di Alitalia. Il programma è il seguente: piloti dell’aviazione militare, perché tanto l’esercito e le forze armate ora le usano anche per dirigere il traffico; hostess prese dalla scuola elementare, perché tanto tra un anno molte di loro non avranno più lavoro; voli low cost per tutti e voli business dedicati; un solo hub nazionale gestito da Beppe Grillo; i debiti a carico dello Stato; i politici di governo e opposizione utilizzati come steward di bordo che spiegano come usare le mascherine dell’ossigeno. Penso sarebbe un buon progetto di risparmio…
 
[25 settembre 2008]