Dibattiti intimidatori
In un paese civile il dibattito politico dovrebbe essere il confronto di idee fra avversari, nel rispetto del diritto di parola di ciascun partecipante, e non l’indecoroso spettacolo di maleducazione offerto da deputati, ministri e giornalisti, appartenenti allo schieramento di centrodestra.
Non c’è trasmissione televisiva, da L’Infedele a Ballarò, da Otto e Mezzo, a Anno Zero durante le quali non si interrompa il politico dell’opposizione che ha la parola sovrapponendo alla sua le voci starnazzanti che lo confutano anche semplicemente con una breve battuta, ma reiterata e sparata a mitraglia come usa fare Gasparri, o come ha dimostrato Bondi tempo fa: “Si vergogni, si vergogni, si vergogni, si vergogni, si vergogni!…”
Qualcuno adotta altre modalità, dando spiegazioni a partire dal Risorgimento o fingendo falsi chiarimenti dei fatti con una prolissità che dovrebbe giustificare l’insistenza con la quale continuano a blaterare: così La Russa. Altri ripetono un concetto parafrasandolo due, tre, quattro volte come per farlo capire meglio. Questa è la tecnica preferita dalla Brambilla. E qui sorge il dubbio che forse chi deve capirlo è proprio colei che sta sproloquiando.
In ogni modo il risultato finale è la prevaricazione gratuita. Nessuno si esime da questo sconfortante copione da plebei: non l’esimio professor Brunetta, non la compassata Prestigiacomo. Perfino un rude leghista come Calderoli rispetto a tanta maleducazione sembra più compassato.
Questa strategia alla fine paga! Il “nemico” è costretto a capitolare: Bersani lancia sguardi sconfortati e tace, Fassino implora invano di poter continuare il suo discorso, Tabacci cerca di resistere, ma la sua voce non arriva agli ascoltatori, la Finocchiaro pur soverchiata mantiene una serafica ammirevole calma e qualche volta riesce perfino a terminare l’esposizione delle proprie tesi.
E lo spettatore che cosa può fare, quando ha esaurito la pazienza?
Usare l’arma che ha a disposizione: il telecomando, e far magicamente ammutolire gli screanzati, cambiando canale.
Per chiudere, vorremmo dare un consiglio ai politici del centrosinistra, cioè non affrontare la tenzone con tali irriducibili prevaricatori come agnelli sacrificali, ma mostrarsi tosti. Insomma, tentare di dare l’impressione di gente coriacea, se necessario anche eseguendo in diretta le figure dei guerrieri Maori.
[20 giugno 2009]

