Discorsi da bar
Ero a prendere un caffè al bar e non avevo fretta. Non era il solito bar, ma un bar qualsiasi. Alla cassa avevano appena cambiato 5 euro in gettoni a un bambino accompagnato dal nonno. Il bambino esce per andare a giocare con le macchinine elettriche. Intanto faccio la fila e pago il mio caffè.
Il bambino torna alla cassa accompagnato dal nonno che però non parla italiano. Il bambino chiede alla cassiera dove sono le macchinine a gettone, perché fuori, nella pista non le trova. Ma la cassiera lo vede e non risponde; è lì a fare scontrini. Il bambino si avvicina e insiste anche se non arriva al bancone. La cassiera sembra non reputarlo degno di una risposta. Il nonno non sa cosa dire: non parla italiano. Intervengo e dico: “guardi c’è un bambino che le sta chiedendo delle macchine a gettone”. La cassiera allora ha un sussulto e ascolta il bambino. Poi chiede informazioni a una collega.
Intanto mi sposto per andare a prendere il mio caffè. Chiedo alla barista anche un bicchiere d’acqua del rubinetto. Mi guarda come fossi un marziano. Prende un bicchiere e agguanta la bottiglia dell’acqua minerale. La fermo e le dico: “vorrei l’acqua del rubinetto”. Lei mi guarda come fossi un marziano pazzo, e dice: “va bene, non gliela faccio mica pagare eh…” E io insisto: “ma io non la voglio l’acqua della bottiglia. Vorrei un bicchiere d’acqua del rubinetto”. La barista controvoglia si gira e mi versa un po’ d’acqua del rubinetto nel bicchiere e me lo porge come fossi un marziano pazzo e ribelle.
Intanto la cassiera ha detto al bambino che vada fuori e troverà le macchinine a gettone sulla pista. Così, nonno e bambino immigrati si dirigono fuori. Chiedo alla barista: “ma fuori ci sono o no le macchine a gettone?”. Lei mi risponde: “No, le ho tolte io perché prima pioveva”. Mi viene spontaneo dire: “allora potete rendere i soldi dei gettoni al bambino?”. La cassiera interviene e dice: “se tornano a chiederli certo!”.
A volte mi domando: è davvero Berlusconi il problema dell’Italia?
[15 ottobre 2009]

