Eluana su youtube?
Il caso di Eluana Englaro ha messo ancora di più in evidenza come il popolo italiano coltivi un’insana patologia voyeuristica – qui non si tratta di discutere di profondi problemi morali, teologici, esistenziali. Da una parte ci sono due genitori disperati che, in balia di una legislazione inesistente e del fiato fetido di una Chiesa che legifera e predispone, in barba al libero arbitrio, hanno fatto di tutto per realizzare un desiderio della loro figlia, dall’altra una massa eterogenea di gente, cristiana, atea, laica, ortodossa, eterodossa, che si è autoproclamata giudice con lo stesso criterio delle nominations tanto cara ai reality.
In Italia tutto tende a diventare reality, in spregio alla tanto osannata privacy. Si realizza uno strano paradosso: la privacy è sacra, ma il reality deve essere a disposizione di tutti.
La sindrome da “Grande Fratello” ormai è un dato di fatto: morti ammazzati, romeni linciati, stupri esibiti, morte in diretta, baby gang, bullismo… Tanto poi va tutto su You Tube. E anche Eluana finirà su You Tube, insieme all’ultimo video di Madonna.
Ora, io credo che ci sia una sfera privata che va comunque salvaguardata, che ci sia un “cantuccio” come scriveva Saba, in cui sia possibile nascondersi per sfuggire all’onnivora curiosità degli altri, alla canea degli intrusi.
“Solo e pensoso i più deserti campi…” scriveva il poeta, e allora riscopriamolo questo mito minimo della solitudine, della discrezione e lasciamo che ognuno, visto che non ha potuto scegliere il giorno della sua nascita, sia almeno libero di decidere quando morire.
Certo, obietterà il chierico pedante, ma Eluana non poteva farlo. Sì, ma l’aveva detto ai suoi genitori che non sarebbe voluta diventare un vegetale. Sono cose che si dicono, dirà il chierico pedante, ma nessuno può prevedere il futuro e tutti formulano ipotesi e desideri che, in quanto tali, vanno comunque esauditi. Se poi sia giusto o no…. Ai posteri… Ma questo nemmeno il chierico pedante può saperlo.
[12 febbraio 2009]


