Emilio Lussu, TUTTE LE OPERE 1. DA ARMUNGIA AL SARDISMO

Aisara, Cagliari 2008
narrativa
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Come si può vedere dalle indicazioni bibliografiche, finalmente qualcuno si è reso conto dell’importanza che Emilio Lussu ha avuto, non solo nella costruzione della nostra Repubblica e dello stato democratico, dopo la grande offesa al gusto, all’estetica e allo spirito rappresentata dalla dittatura fascista, ma anche nel rinnovamento di un genere prezioso della nostra letteratura: la memorialistica.
 
Non a caso, nella sua prefazione documentata e priva, per fortuna, dell’encomiastica propria di certa  critica retorica ed epifenomenica, assai radicata in questo nostro disgraziato paese, soggetto da secoli ai peggiori integralismi propri del pensiero autoritario, Gian Giacomo Ortu analizza le qualità letterarie del coraggioso capitano della Brigata Sassari, soprattutto in rapporto ai romanzi – documento Marcia su Roma e dintorni, Un anno sull’Altipiano e Il cinghiale del diavolo, basandosi sui contributi critici espressi da Delio Cantimori, Luigi Russo, Benedetto Croce. Scopriamo che, se per Russo la Marcia ci aiutava a scoprire in Lussu la cifra “di una élite intellettuale moderna e pienamente laicizzata”, per don Benedetto il testo si rivelava “racconto vivo, rapido, semplice, tutto cose e spoglio di espressioni personali, lamenti, imprecazioni, ira” e carezzato, aggiungo io, dall’ironia che quasi mai diviene sarcasmo o disprezzo morale.
Il tomo è così articolato: lettere degli anni Venti (due suoi corrispondenti sono Ruggero Greco e Antonio Gramsci), gli interventi parlamentari dal 1919 al 1925, gli articoli sulla questione agraria e sui caratteri della Sardegna di inizio secolo, terra da colonizzare per la classe dirigente italiana, la Marcia su Roma e dintorni, Un anno sull’Altipiano, Il cinghiale del diavolo; quest’ultimo è un racconto lungo preceduto da due notevoli riflessioni dello stesso autore che ne fa la storia editoriale e racconta molte cose sull’interesse suscitato in Gaetano Salvemini che si era reso disponibile per una traduzione in inglese in funzione di un’uscita in Gran Bretagna e negli Stati Uniti d’America.
Spero che la qualità degli scritti e l’ottimo livello della prefazione contribuiscano a sottrarre all’oblio uno degli spiriti più nobili della storia del nostro Novecento, come in molte occasioni ha avuto modo di dire il compianto Mario Rigoni Stern, anch’egli conosciuto dai più solo per aver scritto Il sergente nella neve.

Daniele Luti