Flaminio Di Biagi, LA ROMA DI FELLINI

Le Mani, Recco Genova 2008
saggistica
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C’è una nuova collana dedicata alla critica cinematografica, dell’editore ligure Le Mani. Si chiama Extralights e sono dei volumetti agili e molto interessanti, perché danno un approfondito spaccato su alcuni temi ancora poco battuti dalla saggistica italiana della disciplina. Citiamo tra gli ultimi titoli il buon libro di Chiara Renda su Jim Jarmusch, dove la giovane critica veneta apre uno squarcio sul cinema indipendente di questo autorevole regista americano che ha costruito un percorso filmico godibile ma non spettacolare, narrativo ma non troppo finto, e sicuramente estraneo sia al cinema di cassetta sia al cinema hollywoodiano più attento alle questioni sociali.

L’altro titolo, sul quale cerchiamo di spendere qualche parola in più, è dedicato a Federico Fellini, o meglio alla mitografia che il regista ha fatto della città eterna. Dal libro di Flaminio Di Biagi esce un racconto della capitale che, parlando con accuratezza del cinema felliniano, diventa vera e propria guida (quasi turistica – verrebbe da dire) alla città. All’interno del saggio ci sono infatti rammentati i luoghi di Roma che appaiono nei film del riminese e “anche quando Roma non è affatto protagonista o comprimaria (o almeno scenario) dei suoi film, della città eterna si percepisce continuamente, in sottofondo, la ineluttabile presenza, se ne avverte il perenne richiamo. L’Urbe rimane costante riferimento”. Non è un caso che Fellini amasse ricreare a Roma, cioè a Cinecittà esterni di altri posti o situazioni urbane, proprio per un desiderio di non allontanarsene. Sono tanti gli aneddoti che Di Biagi raccoglie in questo suo lavoro, come quello che ricorda del ritorno di Fellini a Fontana di Trevi, dopo le scene girate per La Dolce Vita, sul set del film di Ettore Scola C’eravamo tanto amati, dove Fellini impersona se stesso mentre gira proprio La Dolce Vita. Momenti di una geografia del cinema che duplica se stesso e dal metaracconto fa scaturire un discorso sulla città che ha certo contribuito a rendere una visione mitica di Roma capitale.

 

Alessandro Agostinelli