Germania, anno zero

Alessandro Agostinelli

Ora ci credono un po' tutti.
Incontriamo i padroni di casa, la Germania, nelle semifinali di questo campionato del mondo. Si tratta di una squadra compatta, che sa sfruttare i valori del collettivo, e ha alcuni bravi giocatori che sanno correre, tenere palla, hanno fiato e carattere per non sfigurare davanti al loro pubblico. Proprio questo è l'handicap dell'Italia: trovarsi di fronte ai padroni di casa, con un "capo mondiale" influente come il kaiser, Franz Beckenbauer che a inizio mondiali ha dichiarato che l'Italia pagherà sul campo calciopoli, cioè la corruzione strisiciante delle alte sfere della federazione nazionale. Non pensiamo a un arbitraggio scandalosamente pro-Germania, ma comunque a un condizionamento psicologico forte, che si respirerà soprattutto fuori dal rettangolo di gioco.
D'altro canto tutte le statistiche e gli aneddoti sembrano soffiare dalla nostra parte, e la squadra (ben calibrata da Lippi, che da antipatico è venuto fuori alla lunga, come i diesel) ha acquisito determinazione e autostima in queste ultime ore, dopo la ottima vittoria con la Ucraina per 3-0.
Alcuni commentatori sportivi si sono sprecati in analisi e vaticinii: dopo Messico '70 e Spagna '82 siamo di nuovo in semifinale con la Germania - non c'è due senza tre; Toni come Paolo Rossi; e altro...
Dimentichiamo le coincidenze, sospendiamo la gioia della statistica e cerchiamo di azzerare tutto. Giochiamo soltanto la nostra partita con forza, e voglia di vincere. Ripartiamo da zero e lasciamo la Germania a zero.