Giancarlo Bosetti, SPIN. TRUCCHI E TELE-IMBROGLI DELLA POLITICA

Marsilio, Venezia, 2007, pp.219, Euro 13,00
saggistica
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Come fa un’Amministrazione, come quella Bush, per esempio, a essere riconfermata malgrado la maggioranza dei cittadini ne dia un giudizio negativo?

Nel caso dell’Amministrazione Bush, il giudizio negativo non era passeggero, infatti nel 2006, due anni dopo le presidenziali, la maggioranza nel Congresso è andata ai democratici. Insomma, al momento delle elezioni un governo in carica – che sia Bush o Berlusconi, politiche del 2006, con il “pareggio” – riesce a rinnovare la fiducia degli elettori.
Cos’è che permette questo cambio di giudizio tra i cittadini? È l’attività di spin-dottoring, ci risponde Bosetti, che per tutto il libro, con puntuali esempi, la descrive e ne smaschera le tecniche e i trucchi.

Bosetti scrive da giornalista, con un linguaggio molto semplice che rende questo libro un testo utile per tutti coloro che vogliono acquisire alcuni strumenti per difendersi dai trucchi più o meno leciti della comunicazione politica.
Chi poi ha un minimo di familiarità con la filosofia politica o con la gli studi sulla propaganda gli verranno in mente durante la lettura nomi quali Arendt, Ellul, Laswell, Chomsky, solo per citarne alcuni che il nostro neanche nomina. Ma la scelta di Bosetti è giusta, è giusto aver mantenuto, spero volutamente, il testo leggero, senza appesantirlo con ancoraggi a teorie troppo complesse. E poi è più accattivante parlare di effetti da oppio che confrontarsi con quel fenomeno che la Arendt ha indicato come defattualizzazione. Un po’ di spin anche qui? Forse, ma non è grave, non ha conseguenze pericolose come quello politico. Ed è proprio qui che la tesi di Bosetti si fa inquietante, tanto da doverci far riflettere tutti: lo spin, grazie all’avvento della tivù commerciale, ha oggi, la propaganda c’è sempre stata, la capacità di rimandare, se non evitare, il giudizio degli elettori sull’operato dei governi. Tutto questo può portare anche a conseguenze tragiche, come il caso della guerra in Iraq: “due anni hanno avuto un costo enorme in vite umane, aumento del terrorismo, crescita del radicalismo, incancrenirsi delle relazioni internazionali”(p. 13).
La situazione è nera, ma alla fine Bosetti ci indica quelle che per lui possono essere delle vie d’uscita dal circolo vizioso spin/tv e dei modi, per dirlo con Bertrand Russel, per acquistare immunità all’eloquenza.

Claudio Serni