Giorgio Agamben, CHE COS’È IL CONTEMPORANEO

Abbiamo capito che nessuno ha più voglia di leggere molto e che per avvicinare i lettori si tende a produrre libri sempre più brevi (anche se sta tornando di moda il romanzo lungo), ma così è troppo.
Stimo molto Agamben e alcuni suoi brevi saggi-articolo li ritengo interessanti per avviare un discorso intorno a un tema – penso all’agile e serio libretto Che cos’è un dispositivo.
Tuttavia, questa nuova proposta delle edizioni nottetempo la trovo pretenziosa ed è un appunto per l’editore non per l’autore.
È vero che Agamben ha il raro dono di rendere appetibile scritturalmente, in brevi lunghezze, concetti basilari della storia del pensiero, ma il rischio che sta dietro questo tipo di operazioni editoriali è che il lettore meno avveduto prenda per buono soltanto quel piccolo contributo e non tutto quello che sta dietro, in questo caso al concetto di “contemporaneo”. Una cosa è enunciare nel titolo il tentativo di spiegare “un” qualcosa, altro è pretendere di risolvere “il” contemporaneo.
Nel suo piccolo, il testo (che riprende la lezione inaugurale del corso di filosofia teoretica 2006-2007 allo IUAV) ha il pregio di tirarci dentro al tema storico filosofico dell’esserci, del essere nel tempo, ma questa di Agamben è soltanto una suggestione, introduttiva per chi ha poi seguito tutto il resto del corso all’università IUAV, mentre appare risolutiva per chi legge soltanto il librettino. Cioè fermarsi alla lettura esclusiva di questo brevissimo testo è come pensare che la torta sia composta soltanto dalla ciliegina.
Dunque, ottimo il lavoro di Agamben che sarebbe stato perfetto come articolo sul domenicale del Sole 24 Ore o come pagina su un quotidiano nazionale, ma risulta fuorviante come prodotto-libro. Per ovviare a questo problema sarebbe stato utile che l’editore avesse chiesto di inserire a fine testo una breve bibliografia sul tema affrontato, come viatico per un approfondimento per chi ne avesse voglia e per far capire la profondità dell’argomento a chiunque. Magari la stessa bibliografia che il professore avrà fornito ai suoi allievi del corso universitario…
Alessandro Agostinelli

