Giuseppe Meucci, ALL’ALBA DEL TERRORISMO

Edizioni ETS, Pisa 2009
narrativa
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Il romanzo del giornalista di lungo corso Giuseppe Meucci è un thriller scritto come fosse un lungo racconto di cronaca nera. Sta tutta qui la peculiarità di questo libro, nell’asciuttezza della lingua, senza sottigliezze narratologiche, lontano dalla spettacolarità del crimine, e proprio per questo denso, forte, implacabile come solo certi fatti veri sanno essere, quando sono riportati al lettore con la maestria della voce di un cronista.
La storia intreccia il sesso di una madre e di una figlia minorenne che si spartiscono un bel cameriere, una bomba di tritolo dimostrativa contro un fascista che si risolve in una sorta di attentato casuale contro il giovane erede di una delle più importanti imprese edili italiane, una iniezione di curaro per un oste geloso della propria integrità familiare e deciso a spifferare gli intrighi politici di un nucleo di estrema sinistra che sembra quasi volesse anticipare la stagione delle organizzazioni armate. Se qualcuno avesse voluto costruire a tavolino la storia nota anche come “il delitto dell’Archetto” (dal nome dell’osteria dove tutte queste vicende hanno preso origine) non avrebbe potuto fare meglio della realtà, cioè di come gli eventi si sono succeduti davvero uno dietro l’altro.
Il libro prende avvio in una notte di maggio del 1971 dove i due camerieri dell’osteria trasportano il cadavere del loro padrone appena ucciso col curaro. Hanno pensato di far sparire il corpo in cima ai Monti Pisani, dentro un orrido, una voragine che si apre per centinaia di metri nella roccia. In un luogo quasi impossibile da raggiungere, in una notte buia e solitaria, questi due tipi, con il cadavere in mano si trovano di fronte, all’improvviso, un cacciatore di farfalle notturne, pronto a cercare l’acherontia atropos, detta anche farfalla “sfinge testa di morto”. Gli sviluppi successivi della storia sono all’altezza di questo avvio già di per sé emblematico.
In appena cento pagine Meucci racconta, introduce, abbandona, riprende, ripete fatti da punti di vista differenti, suggerisce, guida. Una storia improbabile accaduta veramente diventa un romanzo fresco e saettante. Si legge d’un fiato.

Alessandro Agostinelli