Gordiano Lupi, Velina o calciatore, altro che scrittore!

Con un’ironia che sfuma in satira, con un linguaggio che riproduce il parlato, Gordiano Lupi, in Velina o calciatore, altro che scrittore, Historica editore, attacca il mondo dell’editoria, degli scrittori che, lui dice, non parlano di nulla, ma sono sempre in TV a fare i tuttologi e pubblicizzano i loro libri. Polemizza con gli editori che inventano “fenomeni editoriali dal niente e ci investono sopra milioni di euro…Letteratura no, per quella c’è tempo”. E attacca la grande editoria che continua ad alimentare i premi letterari importanti, a cui può arrivare anche un piccolo editore, ma tanto non vincerà mai; e si arrabbia con le librerie che non ci pensano nemmeno a tenere gli editori piccoli -“mi piacerebbe che quando qualcuno te lo ordina non rispondessi che non esiste, che mica è vero”- ma diventano ipermercati e divorano le librerie storiche, quelle a misura d’uomo.
Non risparmia le riviste patinate “che nessuno legge”, tiene per la letterata e le riviste underground. Non risparmia gli editori a pagamento, che dispensano illusioni e fanno soldi. Con la nostalgia di autori veri, Bianciardi, Moravia, Pavese, Carver, Salinger, lui continua a scrivere, a tradurre autori cubani e a fare il piccolo editore indipendente, ma purtroppo è pienamente consapevole che “per campare scrivendo ti devi chiamare Baricco, frequentare la televisione, aprire una scuola di scrittura, insomma fare una cosa alla moda…che tanto scrivi scrivi e nessuno legge, sarebbe meglio cantare, magari, se uno lo sapesse fare, o giocare al calcio, concorrere per un posto di velina se sei una bella fica, iscriverti a un realitisciò, che io manco so come si scrive”.
Marisa Cecchetti

