Il contagio spagnolo
Tutto il gioco finanziario europeo sta ancora nel campo del LTRO, Long Term Refinancing Operation, gestito dalla Banca Europea, che qualche economista buontempone ha già soprannominato Lourdes Treatment and Resuscitation Option. Un sistema intelligente che evita di mettere nel conto del debito UE i finanziamenti alle banche in crisi, che lucrano peraltro sul differenziale tra l’1% della BCE e i ben più grassi redditi garantiti dai tassi dei titoli del debito pubblico. Ecco perché non sono interessate, le banche, a concedere prestito alcuno. Nelle due aperture di credito alle banche sotto gli auspici del LTRO, in dicembre 2011 e a Febbraio 2012, la Banca Centrale Europea ha offerto finanziamento illimitato alle banche UE all’1% per tre anni. 800 banche di tutta l’Eurozona hanno preso dal Long Term oltre un trilione di euro, che sono serviti a comprare i titoli di debito dei vari governi, mentre quel che rimaneva dagli acquisti di titoli pubblici veniva ridepositato nella Banca Centrale Europea. Alla fine del 2012 occorreranno 1,9 trilioni di Euro, per ripetere lo stesso gioco. Finiti i tre anni, nessuno sa cosa possa capitare. Si tratta, in sostanza, di una scommessa sulla efficacia delle politiche nazionali di restrizione della spesa pubblica, e di “austerità”, che però hanno spesso il difetto di contrarre la quota di PIL che viene trasferita verso il debito pubblico, il deficit aumenta e allora la sarabanda non può non ricominciare.
Alcuni economisti USA sostengono che occorra, a questo punto, “fare come la Grecia”, going greek, come dicono. Ovvero, si tratterebbe di ristrutturare il debito sovrano con un accettabile haircut, “taglio di capelli”, già per altri versi drizzati, in modo da evitare il ricorso ripetuto, oltre che eccessivo, al sistema di finanziamento LTRO e della Banca Europea. Finché dura.
C’è chi ritiene che basterebbe, ai tassi attuali e ai livelli correnti di debito pubblico dei singoli stati UE, un “taglio” del 35%, sul quale, peraltro, in Spagna, gli investitori internazionali già scommettono da tempo.
Gli Stati Uniti che salgono in cattedra sulla crisi finanziaria europea, dopo aver prodotto un immenso casino tra il 2008 e oggi, mi ricorda il mio esame di maturità: il membro della commissione per la matematica, dove ero piuttosto bravino, era cieco come una talpa e sosteneva, non so su quale base obiettiva, che io avessi copiato il compito da un mio simpaticissimo compagno, notoria schiappa, che invece aveva copiato da me.
Il problema è che loro hanno stampato dollari come se piovesse, sia prima sia dopo la crisi finanziaria del 2008, e hanno così creato una massa di carta moneta, ben munita di collaterali a garanzia, che ci dovremo smaltire nei prossimi anni, mentre Washington eviterà il rischio maggiore di questi ultimi anni: il passaggio dell’Euro da moneta regionale a prestatore di ultima istanza nel sistema petrolifero e nel maremagno del commercio mondiale.
Il problema è anche che, lasciate libere di funzionare secondo i loro criteri di guadagno a breve, le ottocento banche che si sono rifornite al Lourdes Treatment hanno via via comprato meno titoli di debito dei loro governi e sempre più curato le loro ferite debitorie interne, e questo lo vedremo alla fine di quest’anno, quando il sistema finanziario europeo dovrà ricapitalizzarsi, e a tassi di mercato.
Le banche spagnole e italiane hanno comprato titoli, negli anni, rispettivamente per 90 e 50 miliardi di Euro, e quindi il contagio,fuori dalle formule complesse della matematica cieca degli economisti, significa che, se il finanziamento disponibile va in gran parte alla Spagna, il cui sistema industriale è in gran parte in mano tedesca, allora non ce n’è più per l’Italia.La coperta è stretta. E, se le banche, finito il LTRO, dovranno comprare i titoli di debito (e non sono obbligate a farlo) degli Stati, dovranno farlo cercando di reperire liquidità dai mercati, e non più dal Lourdes Treatment. Improbabile, di questi tempi. Intanto, la quota del debito nazionale italiano detenuta all’estero è caduta dal 50% al 30%. Si poteva fare diversamente? Si, se solo potessimo avere un Euro vero e non una moneta di conto che si è inventata un ruolo da moneta vera: aumentare l’inflazione, diminuire selettivamente e duramente la spesa pubblica, richiamare capitali dai BRICs, Brasile, Russia, India e Cina. Invece…
Per ora stiamo dando da bere a un alcolista.
[16 giugno 2012]


