Il pagliaccio

di Alessandro Agostinelli

Lui, l'eversivo, grida al complotto: “Una campagna scandalosa per sostituirmi con un altro premier”, ha dichiarato il presidente del consiglio all’assemblea dei giovani industriali a Santa Margherita Ligure, e ha ribadito a Portofino sventolando l'indice contro un giornalista di Repubblica. Ma sostituirlo con chi? Con Gianfranco Fini? O con l’ecumenico Sandro Bondi?
No, perché se pensa che il centrosinistra abbia leader da opporgli per il cambio a Palazzo Chigi si sbaglia di grosso. Bisognerebbe ricordare a Berlusconi che il Pd non ha vinto un granché, e vive una crisi interna che, per il momento, nessuno ha osato definire crisi, dimostrando ancora una volta la validità della teoria freudiana della rimozione psichica. Allora, forse, il presidente del Consiglio, oltre all’incontinenza verbale, mostra un altro segno della vecchiaia imperante: la smemoratezza.
Berlusconi è salito sul podio dei giovani di Confindustria e tra una battuta e l’altra ha gridato all’eversione, all’attacco personale contro di lui. Ormai i suoi rarissimi momenti politici, cioè quando accenna a un discorso concreto che parli di questioni vere della società nazionale, sembrano come lo stop che viene dato ai partecipanti di quel vecchio gioco di strada che si chiama “1, 2, 3 stella”. Un prescelto (il premier) si mette a giocare, chiude gli occhi e lentamente dà i numeri, mentre gli altri che vogliono soffiargli il posto cercano di raggiungerlo, finché lui non dice “stella” e tutti si fermano. Certo, Berlusconi, non dice “stella”, ma dice magari “eversione”, oppure “c’è un attacco contro la mia persona”, e tutti i partecipanti si fermano di fronte all’ennesimo stop del giochino. Se il premier becca qualcuno che ancora si muove, questo è squalificato ed esce dal gioco.
Ora, il problema venuto fuori mentre Berlusconi giocava a “1, 2, 3 stella” a Santa Margherita Ligure, purtroppo per lui, non l’ha posto un politico beccato a muoversi fuori tempo, ma la rappresentante di Confindustria. Emma Marcegaglia ha detto che il governo è immobile, che siamo in ritardo per combattere la crisi economica, che la campagna elettorale per le europee è stata la più brutta degli ultimi trenta anni, che il Consiglio dei Ministri dovrebbe prendere provvedimenti nei prossimi 100 giorni.
Altro che “1, 2, 3 stella”, qui c’è il rischio che il governo Pdl-Lega stia giocando a nascondino…
Berlusconi è ormai irrapresentabile. Non si può più rappresentare come un premier che a volte fa ridere, come un premier che a volte esagera, come un premier che a volte spara cazzate (e ne ha sparate tante nel corso della sua carriera, per citarne solo alcune: islam civiltà inferiore, mimica del mitra a una giornalista russa, Obama abbronzato…). Sì, ormai Berlusconi non si può più rappresentare in qualche modo bizzarro, perché ormai è sempre bizzarro. Dobbiamo rassegnarci ad avere per premier, in nome di tutto il popolo italiano, un vecchio che sbava dietro alle ragazzine e che le spara grosse. Continuamente.
I suoi discorsi si basano sulla bugia pervasiva, il suo comportamento è simile a quello dei personaggi di Amici Miei – atto III (l’ultimo film, quello dove gli amici sono all’ospizio) che tra un aneddoto, un’iperbole e una barzelletta infila una sequela di inutili e banali falsità. Berlusconi ormai non parla più, intrattiene.
Recentemente, a La zanzara, su Radio 24, un ascoltatore ha augurato la morte al premier, come se fosse ormai impossibile liberarsene altrimenti, come un virus. Forse è vero. Non c’è modo di liberarsi di un pagliaccio come quello se non con la morte. Il problema è che dopo la morte di Berlusconi, il popolo italiano troverà certamente un altro pagliaccio che sappia degnamente rappresentare la più alta capacità identitaria nazionale: prendere per il culo il prossimo.
 
[15 giugno 2009]