Io, Brad Pitt e il mutuo
Sono mesi che giornali e televisioni continuano a informarmi in maniera dettagliata di quanto siano meravigliosi Brad Pitt e Angelina Jolie, di quanto siano eccezionali con i loro molti figli (alcuni naturali altri adottati), di quanto bene facciano a chi è stato più sfortunato di loro. Adoro Brad Pitt per alcune sue interpretazioni cinematografiche: lo zingaro ubriacone in The Snatch, l’alter-ego schizzato in Figth Club, l’istruttore di palestra in Burn After Reading. “Apprezzo molto” Angelina Jolie, che drizza il pelo animale di ogni mammifero maschile sul globo terracqueo. Così, con tutto questo mestare notizie intorno ai due fantastici esseri umani, io mi sarei messo in testa di diventare Brad Pitt. Il primo, impagabile vantaggio sarebbe quello di coricarsi a letto con Angelina, il secondo quello di non avere più Brad Pitt che va in giro a rompere i coglioni a tutti quelli cui vuole fare beneficienza e a tutti quelli che non gliene frega niente del fatto che Brad Pitt faccia beneficienza. Poi ho pensato che forse sarebbe meglio se diventassi Angelina Jolie, perché con un colpo solo abbatterei il desiderio di “apprezzare biblicamente” Angelina e potrei convincere Brad a fare beneficienza senza farsene accorgere.
C’è un uragano in Florida, Brad e Angelina sono lì, pronti a offrire soldi e aiuti. C’è una guerra in Africa, Pitt e Jolie sono in prima linea per aiutare un progetto umanitario in quella zona. C’è una crisi sociale in Centroamerica e i fantastici due corrono a firmare assegni.
Ora, dovendo rimanere necessariamente me stesso, vorrei segnalare a Brad e Angelina che c’è un problema con i mutui, con i risparmi di una vita, anche in Italia, e io gradirei che la coppia meravigliosa di Hollywood, cominciasse a dimostrare veramente quanto è eccezionale e venisse a pagare il mutuo di casa mia, nella mia banca, dal mio cassiere che da qualche settimana ha cominciato a guardarmi sempre più in cagnesco, come se l’effetto informazione negativa che aleggia sul ceto medio italico, incerto sulla propria solubilità economica, mi dipingesse già, ai suoi occhi, con i colori della sfiga.
Nel frattempo Berlusconi ha dichiarato che “nessun risparmiatore italiano perderà un euro” e quindi gli istituti bancari della nostra penisola non falliranno, e tutti hanno cominciato a toccarsi là sotto, anche l’impiegato grassottello e emaciato della mia banca, che non si vede nella parte di una bella sventola mora, col cappio in mano, occhialoni da sole, tailleur verde alitalia, in una piazza romana a sorridere delle stronzate del presidente del consiglio in carica.
[9 ottobre 2008]

