Isaac Johsua, LA GRANDE CRISE DU XXIe siècle. UNE ANALYSE MARXISTE

Paris, La Découverte, 2009,
saggistica
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Il libro affronta la grande crisi del XXI secolo da un punto di vista marxista, un tema di grande attualità spesso monopolizzato da specialisti, invece, la sfida che pone questa crisi, oggi è al centro dei dibattiti politici nei maggiori paesi del mondo. Mi sembra che questo dibattito rimanga ancora confuso e complesso, in assenza di una analisi rigorosa, che tenga in considerazione l’evoluzione del sistema capitalista e il suo modello di sviluppo nel senso ampio del termine.
 
Quale lettura fare di questa crisi? Quali chiavi utilizzare per comprenderla ed interpretarla? In questo piccolo libro Johsua presenta una sua interpretazione che ovviamente ha una sua logica specifica, articolata e ragionata alla luce degli ultimi avvenimenti. L’Autore costruisce la sua tesi partendo dalle fondamenta dell’analisi marxista spiegando i legami fra sovraconsumazione e crisi finanziaria: un fatto tangibile e dimostrabile dalla recente recessione che ha colpito gli Stati Uniti e la maggior parte dei paesi del mondo. Il sistema ha creato nuovi bisogni e nuovi consumi confondendo i due piani fra bisogni vitali e quelli indotti. Un sistema di consumi e di produzione dopato alla base da un movimento di capitali e costruito attorno ad interessi e gruppi di pressione che hanno condizionato l’andamento e l’evoluzione dell’economia mondiale in chiave consumistica e speculativa. Quindi più consumi, e per reggere il ritmo della consumazione sempre più crediti e più debiti. Un ciclo vizioso che riproduce povertà a dismisura mettendo in grave crisi, reddito, risparmio e consumo familiare. L’eccessivo finanziamento dei consumi ha favorito la fioritura di speculatori senza scrupoli e ha messo in ginocchio il sistema bancario e finanziario. Questa situazione ha rinforzato la ricchezza di pochi e ha provocato l’impoverimento di milioni di persone e come non bastasse, minaccia anche la già fragile stabilità del sistema mondo. Alcune tesi esposte da Johsua sono condivisibili altre ci lasciano perplessi come la sua spiegazione e argomentazione della crisi attuale. L’analisi merita un dibattito più approfondito non solo di questo modello di sviluppo capitalista ma anche delle possibili alternative da proporre. Il dibattito riguarda il pensiero economico neo-liberale, la sua dottrina ideologica e politica che paralizza il sistema politico e l’apparato produttivo indipendentemente dall’appartenenza politica e culturale. Il confronto deve nascere da queste considerazioni leggendo la nostra quotidianità in modo trasversale, fuori da ogni condizionamento ideologico e politico. La realtà è più fluida e scorrevole di quello che si pensa e soprattutto ha orrore di rigidità mentali e culturali. È salutare uscire dal proprio guscio ideologico ed aprirsi al mondo anche nei suoi aspetti meno significativi ma che possono rivelarsi utili e determinanti per la nostra libertà e esistenza umana. Non basta cambiare l’edificio economico e sociale, occorre una rivoluzione mentale e una rottura culturale che tenga conto di tutto ciò che da senso alla nostra esistenza quotidiana e umana. Sono queste le problematiche da affrontare con strumenti metodologici e teorici all’altezza della crisi attuale. Pur non condividendo alcune tesi di Johsua, questo testo è ben argomentato, offre spunti interessanti di discussione e merita di essere letto

Ahmed Habouss