Laicismo intellettuale

Alessandro Agostinelli

Sul Corriere di domenica 20 gennaio lo scrittore Claudio Magris finge di non capire.
Oggi la Chiesa in Italia sta tentando, in tutti i modi, di utilizzare il suo potere temporale e mediatico, per intervenire su alcuni temi freddi
(aborto, ricerca e scienza, diritti civili), cioè che necessitano di un approccio razionale, in maniera calda, cioè stimolando emozioni.
Magris fa la lezioncina, citando in modo professorale, come se vivessimo in laboratorio e non nella società degradata nazionale, e in un contesto di ignoranza diffusa. Questo modo di affrontare il problema accresce l’ignoranza diffusa e sminuisce la laicità, individuale e sociale, sempre più in pericolo e in difetto in questo Paese sempre più anormale.
È facile ragionare come se stessimo parlando all’interno di un circolo intellettuale viennese; tutte persone consapevoli e preparate capaci di distinguere razionalmente, discernere le parole del Papa, inquadrare il contesto, analizzare i concetti e applicare le controdeduzioni. Ma non è così. Il pensiero critico, che è alla base di un atteggiamento laico, non esiste nei grossi canali di informazione, è scomparso dagli ambiti sociali e resiste con difficoltà in quelli formativi.
Se vivo in un luogo degradato, dove tentano di limitare alcuni diritti civili, modificando il significato moderno del termine libertà, in nome di un’entità spirituale, devo attrezzarmi per resistere a tale veemenza. Purtroppo gli schiamazzi del papato sono talmente forti che per segnare un distinguo può essere necessario intervenire come hanno fatto i 60 professori della Sapienza.
Nel mondo meraviglioso e meravigliato di Magris non si può non concordare con la sua invidiabile equidistanza.
Per noi che viviamo nel mondo concreto di tutti i giorni, qui in questa Italia degradata e disgraziata da razzismi, spazzatura, omicidi familiari, politica miope e integralismi, serve agire anche fuori dalla corrente principale, per far capire che la laicità si conquista sul campo e non al tavolino, con atteggiamento libresco e difensivo. Altrimenti gli intellettuali continueranno a scrivere articoli esemplari sui grandi quotidiani e la gente comincerà sempre più a non avere capacità di scelta, opportunità di essere formata a decidere seriamente e riprenderà a belare sempre più dentro al coro, rispondendo soltanto alle emozioni, senza alcuna speranza di crescita consapevole.