Le tre Italie
"È necessario dibattere i problemi, i fatti, i progetti, i programmi, affinché gli italiani sappiano lungo quali percorsi abbiamo camminato finora e su quali percorsi continueremo a camminare" ha detto Carlo Azeglio Ciampi durante la sua visita nella città di Pavia del mese scorso.
Le parole del Capo dello Stato, visibilmente ispirate dal disordine di questo inizio di campagna elettorale, sono, assieme, un richiamo alla ragione, all'ordine e alla misura.
Proprio qualche sera fa è accaduta una cosa che -apparentemente- nulla ha a che fare con il monito lanciato da Ciampi. È cominciato, per la sesta volta, il "Grande Fratello". Aver visto questo programma televisivo ci conduce a fare una considerazione. Lo scollamento fra gli sceneggiatori e gli autori di questa trasmissione (naturalmente, i personaggi che popolano la "casa" del "Grande Fratello" sono, come si sa, alle dirette dipendenze dello script prodotto da questi autori) e la concreta realtà che ogni italiano vive sulla propria pelle ogni giorno è oramai profondissimo.
A questo punto, facciamo due più due. Ciampi invita ciascuno alla misura. In tv tutto è fuori misura. La politica di questi ultimi giorni è oltre misura.
Sembra quasi che esistano almeno tre Italie. La prima (quella politica) fatta solo di accuse, malgarbo e veleni. La seconda (quella televisiva): composta di menzogna, scena e fiction. E la terza? Beh, la terza sta tutta nelle parole pronunciate da Ciampi. Questo vero e proprio "signore" che riporta tutti quanti con i piedi per terra. A toccare la terra. E a misurarla per quello che è.

