LIbri e cocktails

di Marco Giaconi

“Bagnanti, Io vi esorto alle istorie!” Novello Foscolo, quest’anno vi consiglio testi di storia e politica, visto che la prima, come la geografia, la elimineranno presto dai programmi scolastici, e la seconda è nelle condizioni che sappiamo. Il fatto che la geografia sia stata emarginata perché “c’è il GPS” la dice lunga sul livello culturale di questa classe politica, è come se si eliminasse l’aritmetica perché ci sono le calcolatrici, o la storia dell’arte perché c’è Photoshop. Nietzsche l’aveva detto, nella sua Seconda Inattuale, Sull’Utilità e il danno della Storia per la Vita, che potreste leggere, nella Piccola Biblioteca Adelphi, 10 Euro, 1974, centellinando una “Granaccia” ligure, cosa che al Friedrich dionisiaco avrebbe fatto certo piacere. Se volete prepararvi alla fine di un regime e alla superficialità boriosa e pasticciona delle nostre élites, leggetevi un libro di due miei vecchi amici, Ennio Di Nolfo e Maurizio Serra, La Gabbia Infranta, gli Alleati e l’Italia dal 1943 al 1945, 20 Euro, Laterza 2010. Un libro che si legge tutto d’un fiato, dove si analizzano le giravolte dell’Italia, ancora mussoliniana, tra Servizi USA e britannici, per una “pace separata” con gli americani, che gli inglesi non vogliono; e la maestria dell’ambasciatore Prunas nella trattativa con Vishinsky, a Capri, per giocare la “carta sovietica” e avere le mani libere in una futura azione verso gli Alleati.
La “Svolta di Salerno” Togliatti non la voleva, fu un espresso ordine di Stalin. Il compromesso storico è addirittura precedente alla Costituzione, insomma. Qui, dato che l’ambasciatore Serra è un ottimo gourmet, consiglio le “cinque consistenze di Reggiano” come quelle che presenta Massimo Bottura all’Osteria La Francescana di Modena, con l’accompagnamento di un Lambrusco Settecani di Castelvetro. Evitare, rigorosamente, il romanzo Acciaio della Avallone, bella ragazza tatuata che ha scritto una versione comunistica, per usare il gergo crociano, di Tre metri sopra il cielo. Ormai la letteratura dei premi è perfino più noiosa di un manuale di algebra astratta, che sarà presto anch’essa eliminata da scuole e università, tanto è troppo difficile e, quindi, non è democratica. Anche Canale Mussolini di Pennacchi non è gran cosa, era più folle e ameno il suo vecchio Fasciocomunista, cronaca di una generazione che era arrivata alle scuole ed era stata programmata, invece, per gli attrezzi agricoli, e non mi riferisco alle falci e ai martelli. Molto meglio un libro della sorella di Antonio, Laura, La Moralità del Welfare, contro il neoliberismo populista, Donzelli editore, 27 Euro, 2008. Meglio di “Acciaio” è un bel testo su Stalin, Acciaio, appunto, di Vojtech Mastny, Il Dittatore Insicuro, Stalin e la Guerra Fredda, TEA, 2003, 8,50 Euro. Con una lettura su Stalin, meglio non bere nulla, anche Medvedev e Putin hanno il loro assaggiatore personale e noi, poveri mortali, potremmo incappare in qualche colpo di coda della GPU. Dopo la lettura del testo di Mastny, quindi, uscire dalla spiaggia senza farsi notare e andare a farsi, naturalmente, un Cocktail Martini, “stirred not shaken”, tanto per ricordarsi chi l’ha vinta, la guerra fredda. Io consiglierei la versione del barman di mio zio, noto fornitore fortemarmino di superalcolici alle signore borghesi della Milano che, paradossalmente, non era ancora “da bere”: ghiaccio, un ottimo gin, possibilmente il Tanqueray o, se si vuole più aroma, il Bombay Sapphire, e far passare non troppo lentamente il boston davanti a una etichetta di Martini Dry. Se si compara la genialità del gin, che pure iniziò la sua fortunata carriera come medicinale, con la pesantezza metilica delle vodke russe, allora non poteva che andare a finire così, cari amici di sinistra. Se proprio volete leggere un romanzo di quelli che tutti pubblicizzano, allora va benissimo Giuseppe Patroni Griffi, La Morte della Bellezza, Baldini Castoldi Dalai, 10 Euro, 2010. Per Patroni Griffi, va benissimo un Tamarindo Erba, ma molto denso. Comunque, non leggete la solita “solitudine dei numeri primi”. Studiate la matematica, che è più divertente.

[28 luglio 2010]