Lippi Lippi Hurrah

di Pierantonio Pardi

Viareggino verace, ombroso e fumino, sigaro toscano, retrogusto di salmastro, con quella faccia un po' così, anche se non è di Genova...

Ora, al di là della retorica tardo risorgimentale che ha incorniciato questa fase finale del mundial, c'è da dire che il viareggino per antonomasia ha dato un senso a questo gruppo di giovanottoni più o meno talentuosi, li ha resi coesi annullando isterie e narcisismi, prime donne e vocazioni al vittimismo.
Come abbia fatto resta e resterà un mistero, ed è giusto così perchè Lippi è uomo di poche parole, ma è riuscito a creare di nuovo un consenso planetario intorno alla Nazionale, a fare esplodere le piazze, a farci urlare tutti come ossessi (visto che il pathos politico ci ha ormai disabituato a queste frenesie) e quindi grazie a Lippi per averci fatto emozionare, perchè l'emozione comunque non è roba da poco.

Ora siamo a quota quattro, abbiamo fatto poker e avremo argomenti di conversazione per tutta l'estate; certo parleremo di pallone, ma comunque comunicheremo ed anche questo non è roba da poco. E parleremo di calcio senza campanilismi perchè la Nazionale è di tutti.
Durerà poco, sarà una gioia breve, intensa e puerile e forse per questo "il folleggiar c'è dolce in questo mare".