Lo scollamento

di Alessandro Agostinelli

Corrado Guzzanti, in una vecchia imitazione di Gianfranco Funari diceva: “Ormai c’è questo scollamento della politica dalla gente che è irreversibile. Lo scollamento della politica è come la carta igienica. Se tu delicatamente separi i due veli – l’hai mai fatto l’esperimento? È molto sfizioso. Una volta che li hai separati i due veli non si riattaccano più. E se ti vai a pulire con un velo solo ti resta tutta la problematica nella mano”.
Il senso era chiaro: se si separa la politica dalla partecipazione attiva dei cittadini si entra in una specie di letamaio, dove la rappresentanza si svincola dai rappresentati e questi ultimi non riconoscono più autorevolezza alla politica stessa. Cioè da una parte l’élite, dall’altra la gente, di funariana memoria.
Tra qualche settimana entreremo nel vivo delle campagne elettorali, sia amministrative sia europee e avremo “tutta la problematica” di fronte: un elettorato di centrosinistra insoddisfatto e colpito dalla crisi economica, con un partito democratico in fuga dalla casa socialista europea; un elettorato di centrodestra compatto, con un partito della libertà che sta affrontando molto bene l’emergenza terremoto.
Quanto del dramma sismico abruzzese peserà sulle prossime elezioni ancora non possiamo saperlo. Certamente peseranno sul centrosinistra le scelte ambigue e deboli sui grandi temi civili e sociali che attraversano il Paese: dal testamento biologico all’efficacia dell’opposizione anti-crisi (“delegata” ormai alla Cgil).
Intanto i cittadini hanno maturato un brutto sentimento, provocato dalla percezione di ciò che passa nel teatrino della politica televisiva, cioè il fatto che i politici non sappiano più davvero che cosa stia accadendo agli italiani. La “problematica” è davanti a tutti noi, se ne annusano le conseguenze giorno dopo giorno… Speriamo non abbia ragione Guzzanti-Funari, quando diceva che “una volta separati i due veli non si riattaccano più”.
 
[8 aprile 2009]