Lo Stato dell'Amore

di Alessandro Agostinelli

Ditemi, per piacere, cosa pensate dell’amore. Qual è la vostra esperienza dell’amore? Sono talmente innamorato del 2010 che non riesco a fare più niente: sono dimagrito perché non sento più la fame; non riesco più a lavorare, a compicciare niente; mi sento perso tra le nuvole, perché i miei riferimenti razionali hanno lasciato spazio solo alle emozioni.
Dicono che nel 2010 i prezzi delle utenze casalinghe cresceranno e che fare la spesa comporterà qualche rinuncia in più perché la crisi economica non è passeggera e i capitali orientali, arabi, cinesi non corrispondono esattamente al calendario gregoriano. Ma a me non interessa perché sono innamorato, ed è per questo che sto dimagrendo.
Dicono che cresceranno i disoccupati, che le casse integrazioni sono lì lì per finire, perché anche questo nuovo anno la recessione vuole la sua parte di protagonismo. Ma a me non interessa perché sono innamorato, ed è per questo che non sto più lavorando.
Dicono che la politica italiana troverà una “quadra” nei possibili accordi tra governo e opposizioni, anche se i cittadini non hanno ancora capito di cosa si parli e quali siano queste benedette riforme di cui tutti osannano benefici. Ma a me non interessa perché sono innamorato, ed è per questo che non sto più capendo i discorsi dei politici.
Mi serviva questo amore di Stato, proposto per via governativa. Ne sentivo proprio il bisogno, perché così, in questo millennio che comincia a scrollarsi di dosso le malattie brevi del Novecento, ed entra pienamente nella sua fisionomia, posso fuggire in un posto promettente, in un porto sicuro.
L’amore del Presidente del Consiglio.
 
[2 gennaio 2010]