Lonely Planet Montecitorio

di Marco Giaconi

Dove potrebbero andare in vacanza i politici italiani? Mi permetto di dar loro qualche consiglio da vecchio Chatwin geopolitico.
Per Silvio Berlusconi, il pellegrinaggio da Padre Pio potrebbe non essere sufficiente. Il Santo di Pietrelcina era piuttosto manesco, da vivo, con i peccatori che fingevano pentimenti senza vera contritio cordis. Consiglierei al Cavaliere la semplice formula del pubblicano (Luca, 18, 9-14): “O Dio, abbi pietà di me peccatore..”, ma gli consiglio di evitare quella del fariseo: “O Dio, Ti ringrazio perché io non sono come gli altri”. Oltre allo Stimmatizzato si potrebbe incazzare, e di brutto, anche l’Onnipotente, che era stato peraltro già chiarissimo al riguardo. Dopo la visita all’orrenda basilica progettata da Renzo Piano, che sembra più un supermercato gestito dalla Sacra Corona Unita che un luogo dove si recita la Sacra Corona, il Rosario, il mio consiglio per Berlusconi è iniziatico e politico: un bel giro per i luoghi fridericiani della Puglia. Federico II di Svevia Hohenstaufen, lo Stupor Mundi, non quello di Prussia, che comunque andrebbe bene lo stesso. Il Castello normanno di Melfi, dove Federico discuteva con Pier delle Vigne e Michele Scoto, senza lettoni putiniani ma con aquile addestratissime da tenere sul dorso della mano, potrebbe ispirare le idee giuste per unire il Sud e l’Impero, come fece appunto lo Stupor Mundi, senza perder tempo con le solite escort pugliesi e imprenditori chiacchierati. Federico II organizzò anche una Dieta a Ravenna, contro i Lombardi della Lega, per imporre ai comuni più riottosi il Dominio dell’Imperium. Ci siamo capiti, caro Presidente. Un passaggio al castello di Lucera, dato da Federico agli alleati saraceni, e soprattutto la struttura occulta e sapienziale di Castel del Monte potrebbero concludere degnamente questa lezione di scienza politica in viaggio che Silvio Berlusconi potrebbe utilizzare al meglio da solo, senza escort di sorta.
Per Gianfranco Fini, esperto subacqueo, potrebbe finalmente essere il momento di una vacanza in montagna. Gli consiglierei il cantone svizzero di Appenzel Innerhoden, dietro il Monastero di San Gallo, che una visitina lì non gli farebbe male nemmeno a lui. Nell’Appenzell Innerhoden, comunque, le donne non avevano diritto di voto fino al 1990. Basta viaggi da film di Vanzina nelle isole più turistiche, ora Fini è uno statista e deve andare in posti meno banali. Per arrivare ad Appenzell, meglio il Trenino Rosso del Bernina, che va da Tirano a Sankt Moritz fino a Coira, e poi da lì arrivare all’Appenzell toccando talvolta i tremila metri. Vicino a Coira, in Engadina, tanto per ricordare le radici del MSI, Fini si potrebbe fermare a Sils Maria, dove Nietzsche ebbe la “folgorazione” dell’eterno ritorno dell’uguale, e anche qui ci siamo capiti, Presidente Fini. Come le direbbe il solito professore tedesco, citando Goethe, Ueber allen Gipfeln ist Ruh, “sovra tutte le cime vi è pace”.
Per Massimo D’Alema, un bagno di umiltà. Una vacanza in Emilia Romagna, tra le feste dell’Unità oggi trasformatesi pigramente in “Feste Democratiche”, a rigirare salamelle sulla brace e a distribuire lambrusco ai compagni. A D’Alema consiglio un Salamino di Santa Croce, che è un tipo di Lambrusco, non una salamella cattocomunista. Per i produttori, va benissimo la Cantina Sociale di Vezzoli oppure Medici Ermete, che fa tanto Italia d’antan, con quel cognome prima del nome. Naturalmente D’Alema, che è un vecchio togliattiano, devolverebbe lo stipendio raggranellato alle fornaci terribili della cucina, tra zanzare reazionarie e fumi di grasso, ai Salesiani e alle loro opere di bene, ma non in Africa, per il timore di trovarci lì, finalmente, Veltroni e dargli indirettamente una mano.
Per Uòlter è difficile dare un consiglio sulle vacanze. È un omino di fumo, come il Perelà di Palazzeschi, e lui è sempre in vacanza. Ma, invece dell’Africa in cui non si decide ad andare, posso indicare a Veltroni un viaggio nel sud della Francia, tra le rovine dei castelli dei catari-albigesi. Un bella visita a Montsègur, o a Bèziers, o a Queribus, per imparare, come gli eretici, il rifiuto del mondo e l’odio per le espressioni della carne. Così ci si abitua alla mancanza di potere. L’atto sessuale era visto dai catari come un errore, in quanto creava nuove prigioni allo Spirito. Per libro-guida, quello di Otto Rahn, Crociata contro il Graal, che non credo si trovi tradotto in italiano ma Veltroni, che crede di sapere l’inglese, potrà agevolmente illudersi di leggere il tedesco. Magari, Walter Veltroni potrebbe scoprire quanto sono simili le ideologie postmoderne americaneggianti e i miti nazisti, e passare dal fumo alla carne, che non è satanica.
Per Tremonti, basta con i villaggetti vicino a Sondrio dove si chiamano tutti come lui, e, sulla linea del risparmio, un bel “taglio” alle spese delle vacanze, con una visita guidata ai Giardini Estensi di Varese. Su una panchina, a leggere il Sole24Ore o il Financial Times, e poi si va tutti a prendere una Cedrata al chioschetto. In un week-end di follie, Tremonti potrebbe andare da Varese a Ferrara, a visitare (e siamo sempre in area Estense) l’addizione erculea, che non è una terribile e fortissima richiesta di sforamenti di bilancio, ma la fortificazione e la ristrutturazione del centro urbano per resistere, e anche qui ci siamo capiti, caro Ministro, all’assedio di Venezia. Per risparmiare, Tremonti potrebbe utilizzare come guida di Ferrara un libro di poesie, così non si butta via nulla: In rima e senza, di Giorgio Bassani, che è anche un bellissimo atlante della Ferrara ebraica e borghese. La parte aggiunta, alla “Addizione Erculea” e anche qui il simbolismo si spreca, venne chiamata “Arianuova”. Ma non lo dica al Cavaliere, che la prenderà malissimo.
Per gli altri, un consiglio cumulativo: dieci giorni almeno in un monastero trappista, e seguire la “regola del silenzio, del digiuno, le veglie, la preghiera, il lavoro manuale, e, soprattutto, seguire la via ancor più eccellente che è quella della carità, e poi, in tutte queste cose, progredire ogni giorno, e perseverare in esse fino all’ultimo giorno”. Il testo è di san Bernardo, la richiesta è degli elettori.
 
[4 agosto 2009]