Lucianna Argentino, Favola

È un libricino da collezione, di poche pagine, leggero come una piuma, quello di Lucianna Argentino, con illustrazioni di Marco Sebastiani. Contiene due poesie ed una breve prosa. Ma lascia il segno nella mente e negli occhi perché trasporta davvero dentro una atmosfera di favola.
È notte e c’è la luna, tutto è silenzio, il cielo è puntato di stelle. E c’è un ciliegio su cui la luna posa i suoi coriandoli di luce con un gesto innamorato. La luce della luna percorre come un fremito il silenzio, in questo incontro d’amore dove lei, con il capo reclinato a ponente, sembra una giovane timida adolescente. La notte si carica di magia, mentre la luna che si è alzata timida sull’orlo trasparente delle colline, si manifesta lentamente in tutta la sua forza di luce che annienta le stelle, luna divenuta adulta, crudelmente bianca e luminosa.
C’è la vita segreta che continua a pulsare nella notte, che l’uomo conosce solo se ne sa ascoltare il fremito, è il dialogo tra la luna e le piante, la presenza silenziosa dell’ulivo e del noce, la forza delle radici che affondano nella terra, il canto dei grilli che buca il silenzio. Magia della notte che cancella il ricordo del giorno, che fa scoprire la dimensione della leggerezza.
Ma è una luna che “l’obbedienza tiene avvinta alla sua orbita”, un ciliegio “prigioniero per forza, (che) preferirebbe non avere radici per correre…chiudersi a sé e aprirsi a una nuova esistenza. Ma l’obbedienza lo tiene avvinto alla sua natura”. La favola della luna e del ciliegio rimanda alla vita, dove il sogno si affianca e contrasta con la concretezza della realtà.
Le illustrazioni estendono la magia della parola: una mano aperta che contiene la luna e la chioma dell’albero in un unico abbraccio, di delicati toni pastello; una luna rossa su cielo scuro su cui si staglia il profilo delle colline morbide e dei cipressi, con un ramo di ciliegio che attraversa lo spazio e due ciliegie che pendono e sembrano gareggiare con la luna; la luce della luna piena sparata sul cielo privo di stelle e sul ciliegio divenuto una palla di luce; la vita che freme nei rami, sotto la corteccia. Un incontro riuscito tra parola evocatrice ed immagine.
Marisa Cecchetti

